di Sandro Mortari
MANTOVA Tutto corre in questa Mantova proiettata verso le elezioni comunali. I lavori per rifare i giardini di piazza dei Mille e di via Matteotti procedono spediti; quelli per il Bibiena sono iniziati da poco ma promettono di andare veloci come una Frecciarossa. E corre, in campagna elettorale, anche il sindaco Fiorenza Brioni, impegnata a strappare la riconferma.
Ciò che è fermo è il restauro di palazzo del Podestà, gioiello molto sbiadito nel cuore della città storica che, al contrario, doveva essere l’emblema della città nuova, quella della cultura e dei monumenti visti come volano di sviluppo. E anche della nuova amministrazione che tagliava i ponti con il passato (il nuovo progetto è figlio, infatti, dell’annullamento del vecchio project financing burchiellariano). Pubblicata la gara d’appalto a fine maggio 2009, ricevute le quattro offerte il 6 ottobre, il Comune deve ancora scegliere a chi affidarsi per ridare vita a quel palazzo duecentesco che dovrebbe diventare la sua sede istituzionale e ospitare, in un secondo tempo, la cittadella della cultura. Come attenuante via Roma poi invocare l’entità della cifra in gioco: circa 24 milioni di euro, di cui circa 14 per il solo primo lotto funzionale, quello che il vincitore della gara realizzerà comunque, mentre il secondo è subordinato al reperimento dei fondi da parte del Comune.
E senza trascurare il fatto che intervenire su un monumento di oltre 800 anni, con 270 stanze disposte a più livelli, in cui la mano dell’uomo ha creato nei secoli un mix di decorazioni, affreschi e pietre ognuno da salvaguardare, è impresa improba, da affidare a gente in gamba e con progetti all’altezza. Insomma, la prudenza è giustificata. Il direttore generale Maurizio Caristia assicura, però, che presto l’appalto sarà assegnato: «Tra qualche giorno - annuncia - comunicheremo la composizione della commissione, composta da docenti universitari, che dovrà valutare le varie offerte e scegliere la migliore per qualità progettuale e costi. Abbiamo contattato dieci università e abbiamo scelto i quattro esperti indicati dagli atenei di Firenze, Perugia e Torino». E aggiunge: «Entro il 6 aprile vogliamo assegnare l’appalto ad una delle quattro imprese che hanno partecipato alla gara: il Consorzio cooperative di produzione e lavoro di Forlì, il Consorzio ravennate di Ravenna, la Setten Genesio di Treviso e la Unieco di Reggio Emilia».
La data indicata non è casuale: il 6 aprile decorrono i 180 giorni dal deposito in Comune delle offerte (6 ottobre 2009) che le rendono vincolanti per chi le ha presentate. Dopo quel termine un costruttore può ritirarsi oppure chiedere una revisione dei prezzi. «Ma noi chiuderemo prima» assicura Caristia. Se così sarà, il vincitore avrà poi tempo 30 mesi per i lavori.
07 marzo 2010