Irruzione mercoledì notte dei finanzieri in sei aziende tessili. I lavoratori si sono nascosti in cunicoli, armadi falsi e intercapedini create appositamente negli stabili per sfuggire alle forze dell’ordine. Ventisei i clandestini trovati, quattro tratti in arresto. Denunciati i titolari
di Daniela Marchi
VOLTA MANTOVANA. Telecamere all’esterno e dentro una sorta di bunker con cunicoli, doppie porte e falsi armadi. No, non è una base dei servizi segreti ma alcuni laboratori tessili gestiti da cinesi che, nonostante gli accorgimenti sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza. Il comando provinciale delle Fiamme Gialle insieme alle tenenze di Castiglione e Suzzara e con la collaborazione della polizia locale di Volta Mantovana, mercoledì notte intorno all’una ha compiuto una serie di controlli a tappeto su una quindicina di imprese tessili concentrate fra Volta, Castel Goffredo, Asola e Rodigo.
Circa settanta militari della Finanza sono entrati in azione in contemporanea. In sei stabili nella zona artigianale di Volta Mantovana sono state trovate le situazioni più anomale. Già quando i militari si sono avvicinati, hanno notato che all’esterno di tutti i capannoni - vicini e collegati anche nella gestione del lavoro - c’erano numerose telecamere. Un modo, per i gestori, di tutelarsi proprio da sgradite sorprese. I militari sono comunque riusciti a fare irruzione: subito è scattato un fuggi-fuggi generale; molti lavoratori sono scappati per nascondersi. E qualcuno di loro ha anche tolto la corrente elettrica per disorientare i finanzieri e avere vantaggio per fuggire. Ma i militari li hanno scovati, nei posti più impensabili a dire il vero. Perché all’interno dei capannoni erano stati creati nascondigli, cunicoli, intercapedini tra i muri, in cui sparire in caso di irruzione delle forze dell’ordine.
Ad esempio, in un finto armadio le Fiamme Gialle hanno trovato un’apertura nel muro in cui si erano addossate ben otto persone, nascoste per sfuggire ai controlli. In un altro armadio in fondo ad un capannone si apriva una porta e da lì si accedeva ad una stanza-dormitorio in cui era stipata più di una decina di giacigli, letti più simili a loculi che a comodi luoghi per dormire. Alla fine, insomma, la Guardia di Finanza è riuscita a trovare tutti gli operai. Di 75 persone controllate nel complesso, 39 sono risultate senza permesso di soggiorno e 26 clandestine. Quattro sono stati arrestati perché già espulsi. I sei titolari dei laboratori, tutti cinesi, sono stati denunciati per sfruttamento di manodopera clandestina.
12 marzo 2010