di Nicola Corradini
«Occorre una figura di sindaco che sappia tenere unito il partito e la coalizione allargata ad Api e Udc. La nostra esperienza di consiglieri comunali ci dice che in questi cinque anni, Fiorenza Brioni non ha avuto la capacità di ascoltare e mediare a sufficienza». E’ attraverso queste parole pronunciate dal capogruppo del Pd, Giorgio Maglia, che gli undici consiglieri comunali democratici che giovedì sera hanno fatto saltare il numero legale alla seduta dedicata al bilancio escono allo scoperto sulla questione candidatura. E dicono in modo esplicito e diretto quanto è solo aleggiato nelle ultime pesanti setimane: sono contrari alla ricandidatura Brioni. «Ma è una cosa distinta dalla vicenda del bilancio», dice Maglia.
Maglia e alcuni dei dodici consiglieri hanno indetto una conferenza stampa nella sala gruppi del municipio (il famoso “sottoscala”, come l’aveva definito il sindaco Brioni) per spiegare la loro posizione. Ci sono Mario Iridile, Michele Malaguti, Liana Lanfredi, Albertino Montresor, Maurizio Vasori, Matteo Fidone e Francesco Agrì. Con quel «noi consiglieri», Maglia intende i presenti o anche gli assenti? La domanda fa sbottare Iridile: «Ma che c’entra, siamo la maggioranza del gruppo, non vi basta? Dobbiamo fare l’elenco?». Il clima è un po’ teso.
E’ Maglia a spiegare che «certo, sto parlando a nome di tutti i dodici consiglieri che la sera del consiglio erano impegnati col segretario provinciale Fontana a ragionare sull’ordine del giorno di mediazione da presentare al sindaco per trovare l’intesa e votare il bilancio. Il documento l’abbiamo scritto e abbiamo avuto interessanti segnali d’apertura da parte del sindaco. Se avessimo approvato l’ordine del giorno in aula prima del bilancio, avremmo votato a favore anche quello. Purtroppo non c’è stata la possibilità». I dodici - secondo quanto dice Maglia - fanno sapere che sono disposti a trovare un punto d’incontro per votare la manovra. «Peccato che da quando il consiglio è saltato la prima volta ad oggi - dice - nè il sindaco nè il segretario ci abbiano convocato per trovare un’intesa. Eppure c’è stato un mese di tempo. In ogni caso in politica tutto è possibile».
Il capogruppo mette in ordine i punti che servono a spiegare la posizione dei dodici sulle tre questioni calde: dimissioni del segretario comunale del partito, Giovanni Buvoli, bilancio e, appunto, candidato sindaco. «Se la finalità di Buvoli è quella di riaprire col proprio gesto la questione della spaccatura nel partito in seguito alla sua candidatura, lo apprezziamo - dice - ma diciamo anche che servono dei fatti concreti per arrivare all’unità. Non può esserci la prevaricazione di una parte (ex Ds, ndr) sull’altra (l’ex Margherita,ndr)».
Questione interna del partito, dunque. «Ma se il partito non trova unità d’azione - prosegue Maglia - è difficile risolvere la questione amministrativa». E qui si arriva al nodo bilancio. Maglia e gli altri dicono che la riunione che ha fatto saltare la seduta stava producendo qualcosa di utile. «Eravamo partiti con l’intenzione di votare contro la manovra - rivela - ma poi abbiamo steso un ordine del giorno che, se approvato, ci avrebbe portato a votare a favore». Ma alla fine il consiglio è saltato, provocando le ire anche di Fontana che ha informato il leader regionale Martina. «E’ assurdo che si prefigurino provvedimenti disciplinari verso chi sta creando le condizioni per trovare un accordo - dice Maglia - e poi smettetela di chiamarci ribelli... stiamo svolgendo il nostro compito di consiglieri comunali e il bilancio, così come si presenta, non fa il bene della città». Intervengono un po’ tutti. Iridile dice che «i media non dovrebbero esasperare il clima, ieri uno sconosciuto mi ha gridato delle cose per strada senza nemmeno darmi la possibilità di spiegargli come stanno le cose».
L’ordine del giorno proposto dai consiglieri parla di «punti critici», dice che non si può pensare di finanziare gli investimenti per le opere pubbliche con fondi «derivanti da ipotetiche alienazioni di beni comunali», che bisogna ricorrere ai mutui. Dice anche che occorre partire subito «con opere cantierabili» anche per dare sostegno «all’occupazione oggi fortemente minacciata» («La crisi non si combatte solo col welfare», dice Iridile), che bisogna aprire ai contributi di Api e Udc. Le opere prioritarie sono il ponte di Fiera Catena, la qualificazione dell’asse cavalcavia-piazza don Leoni, il sottopasso di Porta Cerese, l’eliminazione della barriera ferroviaria Mantova Monselice. Chiosa Maglia: «Il nodo bilancio dimostra che il sindaco non media. E invece serve un candidato che sappia portare unità». Qualche idea? «Questo lo deve decidere il partito e ognuno di noi si comporterà come meglio ritiene», conclude il capogruppo.
12 marzo 2010