In coda alla Domus romana
per ammirare i mosaici

In poche ore 500 ingressi. Il Comune intende mantenere i mosaici in piazza aumentando l'offerta culturale e artistica di Mantova

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    di Luca Ghirardini
    Mantova da ieri ha una nuova attrazione turistica e la volontà di non trasferirla altrove. Se, infatti, la struttura costruita attorno alla Domus romana di piazza Sordello è provvisoria, l'intenzione dell'attuale amministrazione è chiara: gli antichi mosaici verranno lasciati dove stanno, con un intervento di «musealizzazione» delicato, che verrà accuratamente studiato. Lo hanno annunciato, ieri mattina durante la cerimonia inaugurale della 'camera-museo', dapprima il vice sindaco Paolo Gianolio e, in seguito, il sindaco Fiorenza Brioni.

    Hic manebimus optime avrebbero detto gli antichi romani. La struttura metallica di colore marrone, che fino al 31 ottobre ospiterà la mostra Mantua me genuit, fin dal suo delinearsi ha provocato discussioni riguardo all'impatto sull'armonia della piazza. In apertura di cerimonia, il presidente del Centro Internazionale di Arte e di Cultura di Palazzo Te, Enrico Voceri, non ha mancato di fare riferimento alle critiche, specificando che «non sono determinanti le reazioni codine di chi si è opposto».

    Infatti, l'intervento «ha tolto di mezzo una situazione che era diventata vergognosa, dopo l'interruzione dei lavori per mancanza di fondi. E' stata una decisione giusta - ha aggiunto Voceri - qualsiasi intervento, d'altra parte, avrebbe avuto dei pro e dei contro. La struttura sarà in seguito utilizzata a vantaggio della comunità, che da oggi potrà ammirare una visione emozionante».

    La sintonia stabilita recentemente tra Comune di Mantova e ministero è stata confermata dall'intervento di Carla Di Francesco. La direttrice regionale per i Beni culturali e paesaggistici era stata testimone del primo, casuale ritrovamento, a fine 2006. Ora è tornata per l'inaugurazione della Domus. «In genere, davati a simili ritrovamenti, si rileva il pavimento e si richiude - ha ricordato -. Ma i mosaici erano così belli, che si è deciso di andare avanti. Oggi il loro parziale restauro è davanti agli occhi di tutti, e aggiunge nuovo valore a questa splendida piazza, testimonianza importante della storia cittadina».

    Quanto all'impatto della camera-museo, Di Francesco è stata chiara: «C'era il rischio dell'abbandono, in mezzo a bancarelle e auto: qualcosa andava fatto. La struttura è chiaramente qualcosa di estraneo all'armonia antica della piazza, ma arrivando dal Duomo la vedo come una scultura, qualcosa il cui futuro è tutto da decidere, in base anche agli eventuali nuovi ritrovamenti che si dovessero effettuare».

    Gli scavi, dunque, proseguiranno. «Questa è una traccia importante e unica del nostro passato - ha evidenziato il vice sindaco Paolo Gianolio -. Sono sicuro che tutti coloro che entreranno, si renderanno conto della sua importanza, anche per il futuro della città. La struttura non trasforma in modo irreversibile la piazza e rende bene il valore dei ritrovamenti, che abbiamo intenzione di musealizzare in loco».
    Proprio al termine della cerimonia, l'arrivo del sindaco e la conferma della volontà di andare avanti con gli scavi.
    Poi, l'apertura delle porte, con un vero assalto del pubblico, a testimonianza della grande attesa che l'evento aveva creato in città. Il risultato: oltre cinquecento biglietti staccati tra le 14 e le 17.30.
    15 marzo 2010

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