Una manifestazione di protesta contro la Gelmini
«Lo Stato onori i debiti che ha verso le scuole. Ma gli istituti non possono far pagare alle famiglie le mancanze ministeriali attraverso i contributi volontari». Lo sostiene l'associazione genitori, Age, preoccupata per i ventilati (ma in certi casi già decisi) rincari dei cosiddetti contributi, vale a dire la quota che viene chiesta alle famiglie dalle scuole superiori contestualmente all'iscrizione del figlio.
I tagli di risorse alle scuole e i debiti vecchi di anni del ministero hanno portato gli istituti ad avere le casse vuote. La stessa associazione delle scuole, l'Aisam, aveva spiegato che gli istituti superiori stanno valutando di aumentare di 15-20 euro il versamento volontario.
Il presidente dell'Age mantovana, Stefano Pedrazzani, spiega che «siamo i primi a sollecitare lo Stato nell'erogazione dei fondi ordinari dovuti alle scuole. Proprio in questo momento, però, è opportuno distinguere fra tasse d'iscrizione (obbligatorie) e contributi (volontari) richiesti ai genitori, affinché non siano le famiglie principalmente penalizzate dalla situazione. Non possiamo come genitori sostenere le mancanze di altri. Vogliamo informare tutti i genitori che le rette d'iscrizione sono spesso ingannevoli e non a norma di legge, è bene sapere che non sono obbligatorie. Inoltre, le erogazioni volontarie sono finalizzate all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa. Non sono a fondo perduto».
15 marzo 2010