di Luca Ghirardini
Un miliardo di potenziali telespettatori, una vetrina di 138 paesi per i più bei monumenti cittadini, che faranno da set al
Rigoletto a Mantova, il 'film in diretta' ideato da Andrea Andermann che Rai 1 trasmetterà in mondovisione il 4 e 5 settembre. Uno sforzo organizzativo e produttivo imponente, inusuale per tempi in cui la cultura è abituata ad avere a che fare con i tagli. Proprio per questo, alla presentazione di ieri al Grand Hotel et de Milan, c'erano tutti i vertici Rai.
Una sede non casuale per la conferenza stampa: nell'albergo di via Manzoni, infatti, Giuseppe Verdi visse i suoi ultimi anni, e proprio lì si spense, all'alba del XX secolo. Quella del 'film in diretta' è una formula ideata da Andrea Andermann e proposta con successo nel 1992 con
Tosca nelle ore e nei luoghi di Tosca e nel 2000 con
La Traviata a Paris: si tratta di proporre un'opera lirica rispettando il più possibile le ambientazioni originali e gli stessi orari in cui gli avvenimenti si svolgono.
Mantova si aggiunge idealmente a Roma e Parigi per un avvenimento di portata mondiale che vedrà la regia di Marco Bellocchio, la cinematografia curata dal tre volte Oscar Vittorio Storaro, la direzione d'orchestra (sarà quella della Rai) di Zubin Mehta e, come è stato sottolineato ieri, uno splendido esordiente di 70 anni: Placido Domingo, dopo innumerevoli interpretazioni tenorili nei panni del Duca di Mantova, vestirà infatti quelli di Rigoletto, uno dei più prestigiosi ruoli da baritono.
Ma in che cosa consiste un film in diretta? Andermann utilizza per una prestazione artistica, com'è quella dei cantanti lirici, la stessa formula utilizzata per lo sport o la cronaca. L'evento, tuttavia, esce dal teatro, per spostarsi sui luoghi reali. La stessa preparazione dell'evento, che impegnerà centinaia di persone fino al 4 settembre, sarà complessa e accuratissima, ma sarà come un film girato senza pellicola: tutto, infatti, si consumerà nel primo fine settimana di settembre, senza rete, collegati col mondo. Luoghi reali, si è detto.
Le location cittadine saranno tre, più il teatro Bibiena che ospiterà l'orchestra. Il primo atto sarà all'insegna di Palazzo Te. A dire il vero, il libretto ambienta la festa di corte a Palazzo Ducale, ma Andermann ha preferito utilizzare la villa giuliesca «voluta dai Gonzaga come luogo di delizia e lussuria». Il secondo quadro del primo atto, tuttavia, si svolge nella casa dove Rigoletto vive con la figlia segreta Gilda, ubicata in un remoto calle. La casa di Rigoletto in piazza Sordello non è certo in un vicolo, e Andermann non ha trovato in centro ambientazioni adeguate. Ecco, allora, che per la casa del buffone vengono utilizzati l'appartamento della Grotta e il Giardino segreto del Te, chiaramente con adeguati interventi scenici.
La trasmissione andrà in prima serata, come si conviene a una festa, che però termina col rapimento di Gilda da parte dei cortigiani dopo che Rigoletto si è attirato una maledizione. Il 5 settembre alle 14 andrà in onda il secondo atto, ambientato a Palazzo Ducale, dove Gilda è stata offerta al Duca, del quale lei s'era già invaghita pensandolo studente povero. Rigoletto intende portare a termine i suoi propositi di vendetta nel terzo atto, ambientato alla Rocca di Sparafucile: andrà in onda in seconda serata, visto che nell'opera si odono i rintocchi della mezzanotte. In particolare, la costruzione all'imbocco del ponte di San Giorgio è stata oggetto in questi giorni di lavori di ristrutturazione e preparazione finanziati dalla produzione.
«L'abbiamo trovata impresentabile - rileva Andermann -, quella che lasceremo sarà un nostro regalo alla città, che ne vorrebbe fare un luogo di accoglienza». E' stato calcolato dal Comune che la preparazione dell'evento porterà a Mantova investimenti per circa due milioni di euro.
17 luglio 2010