L'addio di Suzzara
alla partigiana Jurika

Luigia Gina Dall'Acqua è morta a 87 anni. Il suo nome di battaglia fu scelto per il titolo del libro sulle donne mantovane e la Resistenza

    di Giordano Cucconi SUZZARA. Il gonfalone del Comune, la bandiera dell'Anpi e quella della 121ª Brigata Garibaldi sventolavano ieri, in viale Risorgimento, accanto al feretro di Luigia Gina Dall'Acqua, vedova dell'editore Nardino Bottazzi, morta all'improvviso a 87 anni.

    Cerimonia, davanti a casa, col sindaco Wainer Melli, per la staffetta partigiana Jurika, che operò con la 121ª «A. Luppi», fino al 23 aprile 1945, Liberazione di Suzzara, insieme al vicecomandante Nardino che avrebbe sposato nel '49 dandogli le figlie Stefania e Laura. Dall'Acqua fu intervistata per «Donne mantovane tra Resistenza e Politica 1943-45», edito nel 2005, e proprio la sua frase «Mi sono messa nome Jurika» diede il titolo al libro.

    La studiosa Tania Righi, che la intervistò, ieri ha parlato di Jurika: a 19 anni, in bicicletta, rischiando la vita, trasportava armi e munizioni (sotto uno strato di mele, in un capiente cesto) ai gruppi partigiani, impegnati in azioni di sabotaggio, dislocati a Pegognaga, Gonzaga, Moglia e Suzzara, diffondendo nel contempo stampa clandestina e messaggi in codice.

    «La visione di un mondo in cui vi fosse libertà, giustizia e uguaglianza ha animato e sorretto Jurika» ha detto Enrico Canova, vicepresidente dell'Anpi di Suzzara.

    Ci ha lasciato - ha notato l'amica Anna Pezzella - un patrimonio di dolcezza grazie ad una vita intensamente vissuta e carica di ideali.
    20 luglio 2010

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