di Enrico Grazioli
Mantova sembra aver trovato nei fatti, dopo qualche mese di attesa, l'opposizione che faticava a delinearsi in Consiglio comunale. L'architetto Benedini non demorde: dopo aver posto la questione ambientale legata al petrolchimico, dopo aver bocciato per primo la singolare idea di un parcheggio al posto del Dlf per agevolare l'accesso al centro (?), dopo aver fatto notare lo stato penoso di molti edifici scolastici in una città che vorrebbe vantarsi della qualità dei propri servizi, alza e sposta il tiro sulle nomine.
Volute dal sindaco e da una maggioranza di cui Benedini fa parte a pieno titolo: per il contributo dato nella sfida elettorale in termini di proposta, per la convinzione con cui prima del ballottaggio ha scelto di abbracciare il centrodestra dei partiti, lui che aveva fatto centro nell'elettorato moderato con una lista civica.
Contestando la scelta di Borra a capo di Valdaro s.p.a., luogo istituzionale chiave per le speranze di sviluppo della città, non si è fermato al nome dell'ingegnere e al dubbio di un conflitto di interessi legato alla sua attività professionale: ha posto, con decisione, la questione dei rapporti e della condivisione delle scelte in via Roma. Se si arriva a dire che ci si sente liberi di decidere in autonomia, significa che il patto fondativo dell'alleanza è saltato: in fretta, molto in fretta. E non tutto è spiegabile con "l'impoliticità" del personaggio, di suo poco propenso alle mediazioni dietro le quinte. La frattura è sui metodi ma soprattutto sui contenuti dell'azione politica.
Non è un gioco delle parti: Sodano ha capitalizzato al meglio alle urne il plusvalore di intuizione del sentire mantovano portato dagli "arancioni" ma ora fatica a gestirlo, a trovargli spazio nei piani e nelle opere della giunta; Benedini vuole tener fede nei fatti all'immagine data e agli impegni presi con i cittadini, non potendo peraltro ammettere che il suo programma e il suo modo di stare al governo sono appunto "suoi", ben difficilmente compatibili con quelli degli alleati (e lo si poteva immaginare già prima...).
Dopo l'estate arriveranno al pettine i primi nodi decisivi per la città: dalle linee programmatiche di mandato al nuovo Pgt. Lì capiremo forse se questa maggioranza esiste ancora: ma un po' di chiarezza da entrambe le parti, scuse a parte, non guasterebbe anche prima.
25 luglio 2010