Brucia l'amico per tre canne da pesca

Arrestato nel lodigiano un 45enne originario di Rivarolo Mantovano. In passato aveva ucciso una donna

    RIVAROLO. Un 45enne originario di Rivarolo Mantovano, ora residente a Boffalora d'Adda in provincia di Lecco, è stato arrestato ieri con la pesante accusa di omicidio, rapina, incendio. Luca Macchiavelli è accusato di aver ucciso e bruciato un pensionato di Pioltello (Milano), Vito Napolitano, 64 anni, per una lite su tre canne da pesca. Nel 1985, Macchiavelli aveva ucciso una donna a Casalmaggiore.

    Dopo essere stato fermato alla vigilia di Ferragosto dai carabinieri, Luca Macchiavelli ha ammesso sostanzialmente i fatti. Ha reso oltre un'ora e mezza di interrogatorio al gip di Lodi, spiegando di non aver voluto uccidere né di aver dato fuoco alla Seat Marbella del pensionato.
    Il fatto è successo venerdì scorso nel Milanese, fra Lodi e Montanaso, nei pressi della cava del Belgiardino.

    Il 64enne di Pioltello voleva pescare, ma non poteva farlo perché le sue canne da pesca gli erano state sottratte qualche giorno prima proprio da Macchiavelli, che l'anziano conosceva da circa un anno. Per questo, dopo una prima discussione sulla restituzione degli attrezzi, il pensionato si sarebbe fatto convincere dal 45enne a scegliere un luogo in cui si sarebbe potuto pescare con nasse e guadini.

    Macchiavelli, in bicicletta, aveva indicato al pensionato, precedendolo, una roggia nei pressi della casa. Arrivati, il 64enne aveva fermato la sua utilitaria e aperto il portellone per prendere le attrezzature. Ma non era ancora del tutto convinto: a dire del fermato, avrebbe alzato la voce e gli avrebbe anche dato una gomitata, insistendo perché tornasse a casa sua, a Boffalora, e gli portasse le canne.

    A quel punto, uno scatto d'ira: mentre Napolitano era chinato nel bagagliaio, il più giovane avrebbe chiuso il portellone della Marbella, colpendolo alla testa. Una profonda ferita con fuoriuscita di materia cerebrale, annotano i carabinieri: per la difesa potrebbe solamente spiegarsi con il gancio del portellone, che avrebbe colpito il pensionato alla nuca. L'uomo è caduto a terra e a questo punto il mantovano sostiene di essersi spaventato e di essersi dato alla fuga, ancora in bicicletta.

    Resta da spiegare l'incendio dell'auto, costato alla vittima ustioni sul 60 per cento del corpo, in particolare alle gambe, in parte carbonizzate: secondo l'indagato, quando è stato colpito, il 64enne di Pioltello aveva in bocca una sigaretta. Che è caduta nel bagagliaio. L'anziano, ritrovato ancora in vita, è morto ieri in ospedale, dopo quattro giorni di agonia.

    Per la procura le accuse restano di omicidio premeditato, rapina e incendio, ma la difesa punta all'omicidio preterintenzionale. Il 45enne attende ora le formalità della convalida del fermo e della custodia cautelare in carcere.
    18 agosto 2010

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