Ostiglia e Revere, ex stazioni nella foresta

Stabili abbandonati da Rfi e i sindaci denunciano: "Qui è tutto fermo, nessuno fa qualcosa contro il degrado"

    di Daniela Marchi OSTIGLIA. Tra la fine del 2008 e la prima metà del 2009, con il raddoppio della linea ferroviaria Bologna-Verona, sono stati dismessi i vecchi binari e le stazioni di Ostiglia e Revere. In breve, però, la dismissione ha preso la forma dell'abbandono, poi del degrado totale.

    Vecchia stazione di Ostiglia: l'ingresso sembra ancora quello di un tempo, però è quasi sempre chiusa. La biglietteria, si legge, apre la mattina dalle 6 alle 12.30, dal lunedì al venerdì. Piccolo particolare: c'è un unico dipendente delle ferrovie addetto alla biglietteria che, di conseguenza, è aperta in base ai suoi turni di riposo, ferie, malattie. Non ci sono distributori automatici di ticket, l'unica rivendita è in centro storico.

    Ma questo sarebbe niente. L'aspetto più divertente è che la nuova stazione, o meglio fermata passante, è a circa un chilometro di distanza e i due stabili non sono collegati in modo diretto perché via Cappuccine, la strada che li dovrebbe unire, è chiusa al traffico. I treni da una parte, la biglietteria da tutt'altra: non fa una grinza.

    Ufficio Polfer. La polizia ferroviaria - competente sul tratto Ostiglia-Camposanto - si trova ancora nello stabile accanto alla vecchia stazione. Da quando i binari sono stati smantellati, verdeggianti piante selvatiche crescono un po' ovunque, rendendo l'ambiente una specie di orto botanico. E' una situazione precaria - certo - in futuro la polizia dovrebbe insediarsi poche centinaia di metri più avanti (vicino alla nuova fermata), in un vecchio stabile, ex alloggi delle Ferrovie. Qui il cantiere è stato aperto, il tetto rifatto ma, terminati i 150mila euro finanziati, i lavori si sono interrotti.

    Vecchio ponte ferroviario: anche qui, nello spazio fra i vecchi binari sul Po e il ponte stradale sono cresciuti spontaneamente un fico da frutto, rigoglioso al punto da invadere la corsia riservata alle auto, e più avanti una specie di nespolo.

    Stazione di Revere: gli alloggi sono ancora abitati da ex dipendenti Fs; il resto è lasciata in condizioni di semi-degrado. Alberi e rami raggiungono la strada fin oltre il parapetto.
    «Terreni, binari, stazioni sono ancora tutti di proprietà di Rete Ferroviaria Italiana - dicono gli amministratori dei Comuni di Revere e Ostiglia - ma non si vede mai nessuno a pulire, tagliare erbe e alberi, rimuovere detriti. E' tutto abbandonato».

    Proprio per cercare di risolvere in qualche modo la questione, il sindaco di Revere Gloria Bonini ha chiesto un incontro - sarà il 13 settembre - con qualche dirigente del compartimento Rfi di Bologna.

    Anche da Ostiglia, il Comune si è mosso. «Abbiamo chiesto in comodato d'uso la vecchia stazione - spiega l'assessore Ennio Alberici - che noi potremmo cedere a qualche associazione del paese che ne ha fatto richiesta. Ma Rfi non ci ha mai dato una risposta. Abbiamo mandato un sollecito per chiedere che qualcuno venga a sfalciare l'erba davanti all'ufficio della Polfer e vicino al ponte, dove c'è una vera boscaglia, ma nessuno si è visto.

    Il problema è che non si sa mai con chi parlare: nella galassia di Rfi abbiamo contato 28 società, in più ci sono i due compartimenti di Bologna e Verona che terminano le loro competenze territoriali a Ostiglia e non sanno mai chi deve intervenire».
    01 settembre 2010

    Altri contenuti di Cronaca

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte

    PROMOZIONI

    Negozi

    ilmiolibro

     PUBBLICITÀ