di Francesco Abiuso
Tappeti verdi Il piano superiore dello stabile dove i fedeli pregano
Un rettangolo di luce nel buio di Lunetta. La "moschea clandestina", evocata dalla Lega e obiettivo del presidio dell'11 settembre, è qui. È appena calato il sole, nel mese di Ramadan è il momento in cui ci si ritrova per pregare. Poi a casa per mangiare, e di nuovo qui in ginocchio per la quinta preghiera. Due scale: la prima ci porta di sotto, dove sono in corso le pulizie tra un momento di preghiera e l'altra. Scarpe ammucchiate su una scansia, una libreria piena di testi sacri, una cassetta per le offerte. Nell'angolo i tappeti. E una bacheca col numero di cellulare per i fratelli in difficoltà.
«Questo è l'ingresso. Qui ci si incontra, i bambini piccoli restano a giocare mentre di sopra, i grandi, pregano» spiegano i ragazzi. Saliamo al piano inferiore: un pavimento coperto da tappeti, un orologio alla parete e accanto gli orari della preghiera, un invito a spegnere il cellulare. Un armadio pieno di libri e attaccate all'appendino alcune tuniche. Un piccolo luogo di culto islamico nel cuore di Lunetta, a due passi dalla piastra, nel cuore di questo transatlantico di cemento un po' scrostato.
Come è nato tutto questo? Circa un anno fa un gruppo di musulmani fa una colletta e compra questi due locali. Forse un ex deposito, o una cantina. Diventa un punto di riferimento per la comunità di fedeli, non alla pari del centro islamico di Porto Mantovano, ma utile. «La tradizione vuole che al calare del sole ci sia un momento di preghiera, poi bisogna subito andare a casa a sfamarsi - spiegano - e per tornare da Porto ci vuole troppo tempo. Così riusciamo a rispettare meglio la tradizione».
In via Canneti intanto si è formato un capannello di uomini, sono qui per la preghiera delle 21.30. C'è un disguido: stasera si prega solo a Porto Mantovano. Lo spiega Hammadi Ben Mansour, esponente della comunità islamica. «Moschea clandestina in un ex appartamento?- scherza - De Marchi non è un buon investigatore, visto che porta indizi sbagliati. Questo non è un appartamento, è la sede di un'associazione culturale che si chiama Nuova Generazione. C'è il doposcuola per i bimbi, corsi di alfabetizzazione e informatica. E poi è anche un luogo di preghiera. Tutto in regola, ti faccio vedere il rogito. Non c'è niente da nascondere».
Intanto per la preghiera serale di fine Ramadan la comunità islamica di Suzzara utilizzerà l'auditorium del parco La Quercia, dove abitualmente si tengono le feste del pd, ex feste dell'Unità. L'area è stata concessa dal segretario locale del Pd, Vanni Dian. I musulmani hanno quindi deciso di ridurre la frequentazione all'interno del contestato capannone di via Gramsci, che verrà utilizzato solo al mattino.
Ad Asola, invece, è polemica sulla divisa adottata dalla scuola media per le ore di educazione fisica: pantaloni corti e maglietta. L'istituto comprensivo ha invitato i genitori all'acquisto, ma i musulmani non sono d'accordo: non intendono fare indossare i calzoni corti alle proprie figlie.
02 settembre 2010