di Francesco Abiuso
MANTOVA. L'incontro è a sorpresa. Hammadi Ben Mansour, portavoce della comunità islamica, apre la porte del centro culturale Nuova Generazione, a Lunetta, e si trova di fronte proprio Luca De Marchi. Il capogruppo leghista non è lì per caso: lo ha chiamato la Gazzetta di Mantova per un confronto sul campo sul caso moschea. È venuto anche Carlo Simeoni, segretario cittadino della Lega.
Lo scontro acceso è uno spettro che scompare in fretta: «Con Simeoni siamo amici» dice Ben Mansour, che però ricorda che questa è la prima volta di De Marchi qui. Uno degli islamici gli mostra una sua foto abbracciato a Sodano.
Lo Schwarzenegger mantovano scherza: «Guardate che è lui quello più intransigente». Poi chiarisce il suo pensiero: «Nulla da dire sul fatto che si preghi, sono per la libertà di culto. Voglio però sapere se un posto come questo, che in passato è stato un appartamento, è in regola con le autorizzazioni o può creare problemi di ordine e sicurezza. Dico questo perché la gente del quartiere si è lamentata».
Poi precisa: «Mai parlato di moschea abusiva, semmai chiesto che si facciano dei controlli». Annuncia invece quella che è la nuova richiesta dal fronte leghista: «Prima che un luogo di preghiera nasca in un quartiere c'è bisogno che la gente sia chiamata a esprimersi in un referendum».
L'atmosfera si stempera. Ben Mansour invita i due leghisti a entrare, i due accettano. A Lunetta, spiegano quelli del centro culturale, le famiglie musulmane sono almeno 120, «per l'80 per cento hanno la cittadinanza italiana e almeno un bambino che è nato qui». La stanza è piena di banchi: «Qui i nostri bambini vengono al pomeriggio per il doposcuola».
C'è una anche una lavagna sulla quale è stata tracciata a gessetto l'origine araba dei numeri: una lezione sull'argomento tocca anche a De Marchi. «Questa è una scuola coranica» taglia corto il leghista.
«Di' pure quello che ti pare» replica secco Ben Mansour. Altra contrapposizione quando il lumbàrd si dice convinto che di luoghi di culto come questi ce ne siano altri due in città (gli islamici non confermano), e quanto si parla dell'ordinanza antiburqa e niqab: «Ne hai mai vista di gente che va in giro qui col volto coperto?» gli chiedono gli islamici.
A Cittadella, dice De Marchi. Simeoni interviene ricordando agli islamici l'obbligo di rispettare le regole: «Certo che lo facciamo, è una cosa che interessa anche a noi». Si chiude tutto con strette di mano e qualche abbraccio.
L'appuntamento è per l'11 settembre, il giorno del presidio a Lunetta. «Venga pure Bossi - dicono gli islamici - gli offriremo te e dolci. E un bicchiere d'acqua se si arrabbia. Tutti gli abitanti di Lunetta possono venire a visitare il centro. Un nostro proverbio dice: sei nemico di ciò che non conosci».
02 settembre 2010