di Giovanni Benvenuti
All'Iveco di Suzzara turni anche di sabato
MANTOVA. Riaprono le fabbriche dopo il periodo feriale - ma alcune non hanno mai sospeso l'attività - le prospettive per l'occupazione sono tuttavia a tinte fosche. Queste previsioni giungono da un'indagine della Camera di commercio e dai commenti delle forze sindacali.
La Ccia evidenzia per il secondo anno consecutivo un saldo negativo tra assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro. Quest'anno si prevede una perdita di 1.370 posti di lavoro pari all'1,4%. Cala anche la quota delle imprese mantovane che quest'anno si dicono disponibili ad assumere: dal 21% previsto a fine 2009 scendono al 19%.
Le assunzioni segnalate dalle imprese virgiliane ammontano globalmente a 4.890 con una crescita di 700 unità rispetto allo scorso anno, tuttavia aumentano anche le uscite di 500 unità giungendo a stimare 6.260 eventi.
Il settore a risentire maggiormente della crisi è l'industria. Nell'ultimo biennio ha più che dimezzato le assunzioni. I servizi hanno invece recuperato il calo del 2009. Sotto l'aspetto dimensionale sono in particolare le micro imprese (fino a 9 dipendenti) a ridimensionare l'organico con -2,6%; quello fino a 49 calano del 1,5% mentre le più grosse si limitano ad uno 0,9%.
Cali rilevanti subiscono l'edilizia (-5,8%), i trasporti (-3,3%) e le industrie tessili e dell'abbigliamento (-2,6%). Silvano Saccani della segreteria provinciale Cgil Lombardia, ribadisce che la crisi occupazionale si aggrava e che mai nella nostra provincia si era prospettato un settembre così nero.
Che diverse imprese continuano a mantenere la cassa integrazione e che entro fine anno si attesterà nel mantovano attorno a 9 milioni di ore, qualcosa in più del 2009. Aggiungendo che 66 ditte industriali sono in cassa integrazione straordinaria col coinvolgimento di 3 mila dipedenti. Complessivamente entro l'anno il personale che si troverà in cassa integrazione raggiungerà le 10mila unità.
Con i licenziamenti, infine, che nei prossimi mesi si incrementeranno ulteriormente: ai 1.442 di inizio d'anno se ne aggiungeranno un altro migliaio. Anche per il segretario generale Spilt Cisl Marco Dal Zoppo la situazione preoccupa. «Prospettive di ripresa - ha detto - non ne vedo. Per il momento c'è solo la la cassa integrazione. Frattanto il settore più in difficoltà è quello metalmeccanico».
Sulla stessa lunghezza d'onda il segretario confederale della Uil Giovanni Pelizzoni: «Stiamo arrivando all'ultimo ammortizzatore sociale e la situazione di crisi appare ancora lontana da una soluzione. Anche se qualche timido segnale di ripresa - tranne che nell'edilizia - sembra esserci. Ma le previsione restano fosche».
Segnali positivi all'Iveco di Suzzara. Rientro in fabbrica tra tante incognite e qualche certezza. La crisi economica "morde" ancora il settore dell'auto mentre, seppur lentamente, riparte il mercato del Daily per la cui produzione, lo stabilimento di via Valletta, è stato confermato capocommessa.
Per far fronte ad una commessa di 400 veicoli, direzione aziendale e Rsu Iveco, prima della chiusura estiva, hanno siglato un accordo per istituire un turno lavorativo nelle giornate di sabato 4,11,18 e 25 settembre. I lavoratori chiamati al lavoro saranno quelli che prestano la loro opera nel turno mattutino.
C'è grande attesa per la commessa dei 70mila veicoli frutto dell'accordo Fiat-Chrysler con la possibilità di nuove assunzioni ma per il momento i vertici di Fabbrica Italia preferiscono attendere la fine del 2010 per sfruttare tutti gli stanziamenti del Governo destinati agli ammortizzatori sociali.
02 settembre 2010