Pubblico di ogni età alla diretta. E il profilo di Mantova conquista gli applausi
| La piazza è un affollatissimo salotto a cielo aperto. Mantova si specchia sul video e mentre le immagini scivolano sul maxischermo l’audio del via vai cittadino si azzera. Ma solo per un istante. Si perché è un lungo applauso quello che accoglie il suggestivo profilo di Mantova proposto nella sigla d’apertura. Skyline in notturna che rimbalza in diretta mondiale in 148 paesi. Il melodramma diventa film e propone l’opera lirica in un’ottica suggestiva. Allargata e popolare. Il pubblico nel cuore del centro storico raccoglie l’invito: l’evento tv si segue sotto le stelle. I posti a sedere in piazza Mantegna sono ‘presi d’assalto’ nel giro di pochi minuti. Come pure le gradinate di Sant’Andrea e i tavolini dei bar. Persino le bici vanno bene per chi riesce a ritagliarsi un angolo di marciapiede. Dopo Tosca in diretta da Roma (1992) e la “Traviata a Paris” (2000) il progetto Rai-Andermann de “La via della musica” passa per Mantova con un Rigoletto, a giudicare dal pubblico di ieri sera, capace di attirare l’attenzione di spettatori di ogni età. Ragazzi, famiglie, turisti e consumati appassionati di lirica. Il look è un’alchimia di colori e stili. Scarpe da tennis e tacco dodici, jeans e maglietta. E c’è chi azzarda giacca scura, camicia bianca e papillon. A dare il benvenuto è il sindaco Nicola Sodano. Scende dall’auto, sale sul palco e in modo informale saluta la città. «Sono venuto di persona per salutare tutti - sorride - questo progetto rappresenta una grande opportunità e, quindi, viva Rigoletto e viva Mantova». Ad aprire l’evento le interviste dal backstage. In piazza sono in tanti a farsi guidare dalla curiosità per la diretta di Raiuno. Il commento quasi unanime? Oltre al belcanto poter ammirare nel kolossal le bellezze artistiche della città. Per settimane, prove, riprese e grandi numeri hanno anticipato l’opera. Tra attori, orchestrali, tecnici e addetti ai lavori in giro per i set. Le immagini di Mantova non tradiscono le attese. Il primo atto, ambientato nella villa giuliesca come prevede la scelta artistica di Andermann, si apre con il gran ballo. Ecco la Sala dei Cavalli, quella dei Giganti e poi le riprese in Ducale con Domingo protagonista. Se in piazza i passanti non mancano lo ‘zoccolo duro’ c’è: non si muove dalle gradinate nè dalla platea. Segue col capo la musica e conosce i testi a memoria. Non manca chi arriva preparato. Dalla libreria Di Pellegrini di piazza Mantegna, aperta per l’occasione, confermano: il libretto dell’opera è stato richiestissimo. I più tecnologici? Seguono il testo comodamente dall’i-phone. E oggi l’appuntamento si rinnova con la diretta alle 14 e alle 23.30 su Raiuno (sul maxischermo in piazza alle 21.15, nell’attesa dell’atto terzo, verrà proposta la proiezione dei primi due). Torneranno protagoniste le ambientazioni collegate tra loro grazie al sofisticato impianto della Rai. Set diversi in comunicazione tra loro e con l’orchestra sinfonica nazionale della Rai. Dirige il grande Zubin Mehta. |