Sono i grandi nomi, che quest'anno vanno da Forsyth alla Nafisi, da Naipaul a Kureishi, ad attirare la gran parte del pubblico al Festivaletteratura. I lettori sono naturalmente desiderosi di vedere in faccia gli autori dei libri che hanno amato, di vedere come parlano e si muovono.
«Sono otto anni però che puntiamo anche su altro e abbiamo creato, in collaborazione con alcuni festival stranieri, gli incontri di Scritture Giovani con successo crescente, tanto che vi abbiamo affiancato da quest'anno un Cantiere», sottolinea Alessandro Della Casa, della Segreteria del Comitato organizzatore.
A dimostrare come l'iniziativa abbia un senso e una funzione nel far conoscere giovani autori, basti ricordare che Valeria Parrella, per citare un nome italiano, con Flavio Soriga o Davide Longo hanno usufruito di questo trampolino, ottenendo una maggiore attenzione editoriale e raggiungendo una pubblico più vasto.
«In collaborazione con Hay-on-Wye nel Galles, antesignano e modello delle manifestazioni come la nostra, e il Festival della letteratura di Berlino - precisa - ci siamo proposti di far crescere le idee e gli autori, che proprio perchè non hanno ancora un nome, non vengono generalmente presi in considerazione».
Ogni anno i tre festival scelgono e si scambiano ognuno uno scrittore under 32 del proprio paese da sostenere, più uno di un paese ospite, che per questa edizione è la Romania con Stefania Mihalache. Gli altri autori tutti da scoprire saranno l'inglese Catrin Dafydd, il tedesco Clemens Setz, e l'italiana Dora Albanese, che ha appena pubblicato il suo primo libro «Non dire madre» (Hacca Ed, pp. 183 - 12,00 euro).
Attraverso il topos della maternità, Albanese racconta tre metamorfosi sociali e culturali della sua Lucania postbellica: la dura maternità di un paese nel profondo della regione, ancora legata a feroci e dolcissimi riti contadini; la frustrata maternità piccolo borghese di una Matera dimentica della superba e misera civiltà dei Sassi; la maternità delle nuove generazioni, sospese tra le proprie radici e l'insofferenza per un benessere di facciata, che cercano con difficoltà di andare incontro al mondo attraverso quella che, nel meridione, appare l'unica via, l'emigrazione.
Ai quattro viene chiesto un racconto inedito, che è pubblicato nelle tre lingue dei tre festival e distribuito al pubblico, perchè possa farsi un'idea del mondo e della scrittura degli ospiti. «La novità è però il Cantiere, realizzato grazie a alcuni sponsor. Si tratta di un luogo di orientamento al mondo dell'editoria e le professioni legate alla scrittura con l'intervento di agenti, direttori editoriali, editor e così via, destinato a aspiranti scrittori sotto i 27 anni» racconta sempre Della Casa.
Al primo, in primavera, hanno partecipato 11 giovani provenienti dai tutta Italia, che racconteranno in pubblico al Festival la loro esperienza, in vista del bando per il 2011, e vivranno una coda del Cantiere con la lezione-incontro col gallese Cynan Jones, che proprio grazie alla sua partecipazione nel passato a Scritture giovani è stato tradotto in italiano (Una lunga siccità, Isbn Ed.), come il portoghese David Machado, che sarà con lui. «Il nostro orgoglio - concludono gli organizzatori - sono questi risultati di un progetto che abbiamo proposto noi agli altri Festival e che si è avviato grazie all'appoggio del Programma Cultura dell'Unione Europea».
07 settembre 2010