Protesta. Rafael Martinez Rubio alla non stop di 50 ore di lezione a Festivaletteratura del 2007
Doceo ergo sum precarius. Si chiama così la raccolta di 150 cinquanta aforismi che i precari della scuola presenteranno al Festival. Una provocazione in piena kermesse letteraria. L'idea è venuta a due insegnanti di lingua spagnola, Rafael Martìnez Rubio e Matilde Serlini. Lui è nato a Cordoba e dal 2004 insegna spagnolo a Mantova. Non è nuovo a denunce della propria «eterna» condizione.
Al festival del 2007 insegnò spagnolo gratis e senza sosta per 50 ore, senza dormire e senza mangiare. Sono passati tre anni, ma nulla cambia: «Entro tre giorni compirò 37 anni - scrive nella prefazione del libro - sono precario da dieci». Venerdì, giorno della presentazione (il luogo è ancora da decidere) sarà presente anche lo Spam, associazione che vuole salvare l'insegnamento dello spagnolo nelle scuole mantovane (ha già raccolto 800 firme e la raccolta proseguirà).
«Purtroppo rischia di scomparire - spiega Martìnez Rubio - da un lato c'è un decreto del ministero che ha imposto alle scuole di eliminare le "classi articolate" per l'insegnamento della seconda lingua: in sostanza, ora a tutta la classe viene imposto di studiare la stessa seconda lingua. E a volte la scelta di quest'ultima non tine nemmeno conto della volontà maggioritaria nella clase. I presidi preferiscono delle lingue insegnate dai docenti che sono già di ruolo. Così abbondano francese e tedesco e si fa morire lo spagnolo. Si scontentano gli studenti e si rischiano contestazioni: se un alunno che ha studiato lo spagnolo alle medie viene costretto a cambiare lingua, non potrà appellarsi a questo in caso di bocciatura?».
08 settembre 2010