Lo scrittore parla della scrittura come seduzione, ma di dice poco fiduciso sul futuro dei suoi figli e dei suoi nipoti
di Marco Scansani«Scrivere è un atto di seduzione». Dice Amos Oz, uno dei più rappresentativi scrittori israeliani nato nel 1939, che ieri ha raccontato se stesso sotto la loggia del palazzo di San Sebastiano. L'autore, che nel 1966 ha ricevuto il premio prestigioso del suo Paese, nel corso dell'evento è stato intervistato dal giornalista fondatore di Rainews24 Luciano Minerva.
Sotto la tensostruttura nel cortile del palazzo cinquecentesco il numeroso pubblico ha apprezzato e applaudito lo scrittore israeliano. Il giornalista ha esordito avvertendo il pubblico: «Fate attenzione. Ancora non lo sapete, ma dal momento in cui avete preso posto qui, siete diventati delle possibili fonti di ispirazione per le prossime opere di Amos».
Oz è infatti un attentissimo osservatore, cerca di cogliere i minimi particolari di ogni cosa per apprezzare il mondo. Lo scrittore israeliano si definisce una spia. Quello di ieri è stato il primo dei tre incontri che terrà in questa edizione del festival, i prossimi tratteranno dell'amore e della comunità.
L'autore che è tornato a Mantova dopo dieci anni ha spiegato che esistono due tipi di lettori, quelli cattivi che cercano in ogni modo di trasformare la storia del libro in gossip, e quelli buoni che cercano di immedesimarsi nel racconto paragonandosi a uno o più personaggi.
Per Oz esiste un rapporto di seduzione tra lo scrittore e il lettore; ammettendo inoltre: «Quando lavoro alle mie opere immagino di dedicare le parole a una donna di cui sono innamorato». L'autore si è poi soffermato sulla situazione critica del suo Paese, Israele.
Lo scrittore. tradotto in più di 30 lingue, ha detto: «Sono molto arrabbiato con il mio governo. Purtroppo non riesco a vedere un futuro positivo per i miei figli e i miei nipoti. Nonostante ciò tengo molto a tenere separato il mio lavoro di scrittore con la situazione politica. Nel mio studio tengo due penne, non uso il computer per scrivere, una è per le mie opere e una è per criticare i miei governanti»
09 settembre 2010