di Igor Cipollina
Troppo buono, troppo santo. «Impossibile identificarsi in Gesù, Maometto invece ha toccato centinaia di donne, era uomo, profeta, padre, commerciante». E pensare che Kader Abdolah il Corano non aveva mai voluto leggerlo. Non in Iran, dove sognava la rivoluzione di Castro e Che Guevara, convinto che il Corano fosse «l'oppio dei popoli». La spinta a sfogliarlo (e tradurlo) gliel'ha data la società olandese. E Abdolah ha scoperto l'inganno di chi vuole Maometto «santo e profeta, ma vuoto».
Racconta Kader Abdolah che la storia della sua vita è molto lunga. Quasi quanto il suo vero nome, che a sentirlo sembra una filastrocca. Kader e Abdolah erano due studenti universitari, uccisi entrambi dagli ayatollah. Lui si è salvato scappando ad Amesterdam, dove ha dovuto "forzare" il suo sogno, desiderando di diventare «un grande scrittore persiano olandese».
Alla fine ha inventato un linguaggio nuovo, regalando agli olandesi la poesia del suo Iran. Il sole, le donne, il canto dei fiumi. Ecco, il dovere degli immigrati è proprio questo: «Cambiare se stessi e la società che li accoglie».
A volte è necessario mettere migliaia di chilometri tra sé e la propria terra per vincere paure e pregiudizi. Il Corano «è pericoloso se applicato come testo di regole, in realtà è un capolavoro di scrittura».
Abdolah assicura di non aver letto nulla di migliore: «Maometto ha fatto qualcosa di subdolo, ha preso le cose più belle della Bibbia e le ha messe nel suo libro. Trasformandole, però. Maometto aveva due sogni. Il primo di cambiare il mondo, ma lui era un mercante, aveva bisogno di un dio forte e combattente. Così ha creato Allah e l'ha piazzato in cielo.
Il secondo? Fare un libro, peccato che non sapesse scrivere. Allora ha cominciato a raccontare alla gente e alle donne, che lo amavano e hanno trascritto le sue parole sui vestiti e gioielli». Fino a quando qualcuno è andato a raccoglierle. Infine, un consiglio: gli immigrati islamici sono centinaia di migliaia, «costruite insieme a loro l'Islam d'Italia, non lasciate che siano gli imam a farlo al posto vostro». Saggio.
11 settembre 2010