Daniele Bisol è uno dei soci che hanno fatto nascere la Base16 (Fuscati)
di Gabriele De Stefani Alla domanda «Come affrontate la crisi?» Daniele Bisol, uno dei fondatori di Base16, azienda mantovana che realizza software personalizzati, risponde sorridendo: «Per noi la crisi è una grande opportunità».
E ribadisce continuamente che lui, il socio Giacomo Valli e il loro staff offrono due prodotti alle imprese clienti: tempo e denaro, insieme. «Con i nostri software personalizzati, possono abbattere i costi di gestione delle loro aziende. Costi in senso stretto, quindi soldi, ma anche costi temporali. Fondamentali per le piccole e medie imprese».
Provi a spiegare a chi non è del settore di cosa vi occupate. «Realizziamo software personalizzati per le aziende sulla base delle loro esigenze specifiche. Programmi non solo per l'area amministrativa, ma per tutta la gestione di un'azienda. Sono software accessibili online e dunque raggiungibili da ogni angolo del mondo e anche da clienti, fornitori e partner. Si tratta di strumenti utili per imprese di qualunque dimensione. Spesso incontriamo difficoltà perché le aziende non sono abituate al web ma offriamo la possibilità di abbattere costi e sprechi di tempo».
In che modo? «Ci riusciamo grazie a BizSharp, un software che abbiamo sviluppato io e il mio socio Giacomo Valli e che ci consente di fare in tre mesi il lavoro che solitamente si fa in due anni. Il percorso è quello tradizionale: l'azienda ci chiama, noi la visitiamo per capire le esigenze specifiche, poi elaboriamo il programma e torniamo dal cliente per verificarne l'impatto, dopo aver portato qualunque tipo di database online. Rispetto alle multinazionali nostre concorrenti passiamo molto più tempo immersi nella realtà del cliente. Il risultato è che BizSharp può costare un terzo di un software tradizionale e che nella maggior parte dei casi una volta acquistato è gestibile autonomamente da un normale tecnico informatico».
Chi sono i vostri clienti? «Soprattutto piccole e medie imprese. Le grandi tendono ad affidarsi a reparti di information e communication technologies interni. Noi guardiamo soprattutto a chi non può permettersi una soluzione del genere».
In che senso la crisi per voi è un'opportunità? «La crisi ha acuito l'esigenza di abbattere i costi e il bisogno di innovare. Così il basso prezzo del nostro software diventa ancora più allettante. E poi offrire alle imprese la chance di avere una gestione più snella oggi significa dare loro un'occasione che non vogliono farsi sfuggire. Non a caso tutti i nostri 55 clienti sono pmi o consorzi fidi. E la crescita è costante da quando siamo nati, nel 2007. È sempre stata a due cifre tranne, forse, quest'anno».
Avete solo tre dipendenti e nessuno si occupa del commerciale. Come trovate i clienti? «Curiamo l'indicizzazione su Google, cercando di comparire ai primi posti di chi si affida al motore di ricerca. In pratica - sorride - rimaniamo seduti alla scrivania ad aspettare le email dei clienti. Che finora non sono mai mancate».
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07 dicembre 2010