Padre e madre del potenziale vice sindaco leghista di Acquanegra erano in Francia in pellegrinaggio e non hanno potuto votare alle amministrative. La Lega ha perso per due schede
La Lega ad Acquanegra stava già festeggiando, poi ha perso per due voti. Con beffa finale
ACQUANEGRA. Un viaggio programmato in una località che per i cattolici è meta di pellegrinaggio. Fascino e suggestione. I genitori di Massimo Pettenati, candidato leghista di Acquanegra, non hanno votato né domenica né lunedì. Erano in Francia. E la Lega, che candidava a sindaco Monica De Pieri, ha perso per due schede. Come a dire che forse Pettenati, che in caso di vittoria lumbard sarebbe diventato vicesindaco, si sta mangiando le mani.
La giornata di ieri per i leghisti è stata all'insegna delle recriminazioni. Del resto, una sconfitta di strettissima misura non può che bruciare. Se la madre e il padre di Pettenati non fossero partiti, probabilmente i cittadini di Acquanegra sarebbero dovuti tornare alle urne. La probabilità di andare al ballottaggio nei comuni fino a 15mila abitanti è bassissima. Eppure ad Acquanegra, se non ci si fosse messa Lourdes, sarebbe stato scontro diretto Minuti-De Pieri. I padanissimi intanto, strane coincidenze a parte, hanno fatto ricorso al Tar di Brescia perché a loro dire le operazioni di spoglio non sono state trasparenti.
Intanto Erminio Minuti spiega di essere già al lavoro. «Continuiamo a festeggiare per la vittoria - dice il primo cittadino - ma pensiamo già al futuro. Entro giovedì prossimo decideremo la squadra di governo, che avrà tre assessori. Il primo consiglio comunale dovrebbe svolgersi il 27 maggio». E sugli strani incroci del destino come la pensa il neo primo cittadino? «Cose che capitano. Da quel che so anche i genitori di un militante leghista, che però non era in lista, sono partiti per Barcellona e non hanno potuto votare...». (
vin.cor)
18 maggio 2011