Il dualismo destra-sinistra: risposta di Monicelli a Fabio Mazali

Alessandro Monicelli ha inviato questo commento sul dualismo destra-sinistra in risposta a Fabio Mazzali

    A Fabio Mazzali

    Destra e sinistra: davvero il "nuovo" passa dal superamento di questo dualismo ottocentesco? E' la domanda che traspare da ogni discussione e conflitto non solo politico, ma culturale e me la ritrovo pari pari in un messaggio con il quale mi si "contesta" l'omaggio che ho voluto tributare al magistrato Ingroia che, definotisi "partigiano della Costituzione" ad un dibattito al congresso del PdCI , era stato violentemente attaccato da uomini del governo della, haimè, " destra" (fascista e sfascista ) che gestisce il potere in Italia negli ultimi 20 anni.

    Ma evidentemente le idee sono confuse non solo a destra…….

    Ingroia non ha certo bisogno della mia difesa: ma credo che in questo momento di grande smarrimento dei valori civici, sia di grande insegnamento chi non lesina come lui ( nelle scuole - come Gerardo Colombo! , nelle interviste, nelle manifestazioni pubbliche, ovunque lo chiamino - anche nei partiti che hanno perso significato storico- testimonia da che parte sta.)

    E sì caro Fabio, bisogna sapere scegliere da quale parte si sta non per perpetrare vecchi schemi, ma per incarnare valori.

    Buttiamo a mare tutto, destra, sinistra, centro, fascisti, comunisti, partigiani ( ma perché li hai messi fra parentesi dopo comunisti come fossero la stessa cosa- la storia ci dice che partigiani furono chi scelse di stare "contro" il fascismo e questi furono comunisti, socialisti, repubblicani, liberali, cattolici, azionisti-.)……e poi?

    La storia non si butta mai via, ma la si studia con l'attenzione che meritano i materiali fondamentali della vita.

    Come un buon contadino sceglie con cura i semi da far fecondare, cosi' l'uomo dell'oggi sceglie i valori su cui costruire la sua vita e quella della società in cui gli è dato di vivere e scegliere vuol dire selezionare, vuol dire accogliere e rifiutare, vuol dire schierarsi da una parte e non dall'altra.

    Credi che senza storia e senza memoria si possa costruire il nuovo che oggi va tanto di moda in uomini che poi si rivelano piccoli e che non si accorgono nemmeno di dire cose vecchie solo perché "twittano" e "bloggano" e "ciattano"….

    Prendiamo come esempio uno slogan del buon Renzi (non è solo lui comunque), uno che si presenta col piglio sicuro di chi, oltre a sapersi muovere con furbizia e destrezza sul grande palcoscenico dell'apparire, non ha dubbi di rappresentare il nuovo: "sto con Marchionne senza se e senza ma!". Cosa c'è di nuovo?

    A prescindere che personalmente di se e di ma me ne porto dietro tanti su questo come su altri tanti temi, ma in cosa consiste la novità? Non ti pare che sia una normalissima per non dire banale presa di posizione di fronte ad un conflitto sociale che da secoli pone il ricco contro il povero, il padrone contro il servo, il capitale contro il lavoro?

    Non c'è nulla di nuovo nel conflitto: nell'800 il capitale faceva lavorare 16 ore al giorno anche i bambini per un misero tozzo di pane, Bava Beccaris sparava cannonate sulla folla che chiedeva il pane, i terrieri facevano fare "san martino" a chi alzava la voce e lo sostituiva con qualcun altro che per fame si mostrava più arrendevole e si lasciava comprare per meno, l'industria aumentava i ritmi di produzione anche a scapito della salute, della sicurezza , della dignità della persona ed oggi, in questa fase avanzata del capitalismo globale e finanziarizzato, ( il solo profitto è lo scopo) si "delocalizza" l'industria, si "riconverte" la produzione e si "precarizza" il lavoro (che bei termini per dire che si chiude la fabbrica, si licenziano gli operai e li si usa quando e come fa comodo).

    Non c'è nulla di nuovo nello schierarsi con una delle parti: ci sono sempre state forze che stavano coi padroni di ogni tempo e chi tentava di contrastare questo processo chiedendo dignità, diritti , salari equi.

    Che nome vogliamo dare a questo conflitto reale, che abbiamo davanti agli occhi e che sta spaccando il mondo fra i sempre più pochi che accumulano ricchezze ed i sempre più tanti (individui ed intere nazioni) sempre più poveri ed emarginati?

    Ma soprattutto, tu da che parte stai? Io sono partigiano! Lo sono sempre stato.

    Io oggi sto con gli indignati: sono anni che personalmente lo sono ed usavo proprio questo termine per indicare la mia personale "ribellione" a questo stato di cose, almeno da quando ci siamo conosciuti nelle riunioni dell'amministrazione di Virgilio. Già allora sentivo l'insufficienza, l'inadeguatezza della politica che la classe dirigente metteva in atto ed allora non si era ancora toccato il fondo di questi terribili anni che stiamo vivendo.

    Ho letto cose "diverse" a Davos e ho sentito e trovato discorsi nuovi al G8 di Genova e poi l'anno dopo alla Fortezza di Firenze, ma da una lato non vedo ancora "pensatori" forti in grado di far sentire questa voce di cambiamento e dall'altro il potere, tronfio della propria capacità finanziaria e comunicativa e dei mezzi leciti ed illeciti per mettere la sordina ad ogni vagito di protesta, fa in modo che solo falsi profeti di novità, cambino qualcosa perché nulla cambi davvero.

    Con una gestione poliziesca e con la morte tragica di Carlo Giuliani hanno messo a tacere discorsi sulla finanziarizzazione dell'economia, sull'acqua pubblica, sul clima, sull'energia, sull'industria e sull'agricoltura, sull'ambiente….hai sentito qualche politico che si interroghi su questi temi ?

    Si deve tornare a far crescere il Pil... E guarda oggi in che situazione economico finanziaria sta gran parte del mondo nelle mani della finanza, sull'acqua abbiamo dovuto fare anche in Italia un referendum perché non venisse privatizzata, il cambiamento di clima ( di cui è colpevole questo sistema economico), unito alla destrutturazione del territorio, muta scenari umani in tragedie, la sovrapproduzione di beni resta inutilizzata e l'agricoltura non basta a sfamare la popolazione, la risposta insensata al bisogno sempre crescente di energia si tramuta in distruzione.

    E no, caro Fabio, non serve a nulla pensare che basti superare la dialettica destra /sinistra o di nominare la resistenza ( ma perchè in Francia, per esempio, nessuno mette in discussione la Presa della Bastiglia che è di oltre due secoli fa? Forse perché è il simbolo di Fraternità, Eguaglianza e Libertà? E per noi, questo povero paese non ha forse avuto origine dalla lotta antifascista che ha prodotto una Costituzione senza della quale oggi saremmo senza difesa alcuna contro i protervi ed i prepotenti di questo tempo certamente non degno di memoria? ) : è ben oltre che si deve andare!

    10 novembre 2011

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