Cento ordigni bellici ritrovati a Carbonara

Seppelliti un metro e mezzo sotto terra nella strada del campo sportivo Giovedì prossimo il sopralluogo con gli artificieri, poi verranno fatti brillare

    di Rossella Canadè

    CARBONARA

    Cento ordigni bellici, seppelliti sotto un metro e mezzo di terra in un campo di Carbonara Po, a un centinaio di metri dal campo sportivo. La spia è stata una vecchia foto aerea scattata nel 1945, dove i volontari del museo della seconda guerra mondiale di Felonica hanno riconosciuto una trincea a zigzag scavata dai tedeschi. La conferma è arrivata dai magnetometri, che sono impazziti sul campo di via Battisti per l’enorme quantità di metallo che hanno rilevato. L’allarme, infine, è scattato il 3 dicembre con i primi scavi quando sono comparsi i colpi da cannone ammucchiati. Completi di bozzolo e doppia spoletta, lunghi sessanta centimetri, sono divisi in due distinti buchi. Il sindaco Gianni Motta ha emesso immediatamente un’ordinanza per avvertire i cittadini e vietare l’accesso all’area, che è stata transennata e viene controllata regolarmente dai carabinieri. «Sono reperti bellici sepolti lì da 66 anni – dice il primo cittadino – non è successo niente finora, ma non possiamo correre rischi. Sono già stati allertati gli artificieri». Per giovedì prossimo è stata organizzata una task force composta dagli articieri del genio granatieri di Cremona, dai volontari del museo e dai carabinieri. Dopo il sopralluogo, gli esperti decideranno se far brillare gli ordigni sul posto o trasportarli altrove. Il pericolo di un’esplosione esiste, nessuno lo nasconde. «Sapevamo che in questa zona c’era un deposito durante la seconda guerra mondiale, ma non conoscevamo la localizzazione precisa – spiega il sindaco – sono stati gli esperti del museo di Felonica a trovare gli ordigni, grazie ai loro strumenti. È un campo di proprietà di un privato, distante 150 metri da due abitazioni. Non è un posto abitualmente molto frequentato, se non da qualche cacciatore. L’ordinanza resterà in vigore fino al nulla osta degli artificieri. «Siamo andati a controllare il punto che era indicato nella foto – racconta Simone Guidorzi, direttore del museo di Felonica – il metal detector ci dava tre grossi segnali e abbiamo scavato lì. A un metro e mezzo di profondità c’eraproprio una distesa di Pak 40, colpi per i cannoni che venivano utilizzati per colpire i carri.

    Dopo il ritrovamento li abbiamo ricoperti subito per sicurezza». Le ipotesi degli esperti di Felonica sono due: «O quello era un punto dove tenevano i cannoni per controllare la strada, oppure provengono da veicoli che li trasportavano che sono stati colpiti e smantellati».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    15 dicembre 2011

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