Assalto armato in tabaccheria in Valletta Valsecchi. Due banditi con caschi da motociclista minacciano la commessa
di Roberto Bo
Un mese fa l’assalto a mani nude per tre pacchetti di sigarette e una scheda telefonica, mercoledì sera la rapina a mano armata. Un fine anno da dimenticare e un inizio altrettanto brutto per la tabaccheria Rouge et Noir di via Goldoni in Valletta Valsecchi. Dopo la rapina del 28 novembre, due giorni fa i rapinatori sono tornati in azione e questa volta armati di pistola. Ore 19.30 di mercoledì: prima di fare irruzione hanno atteso che il titolare uscisse dalla tabaccheria. In due, con il volto coperto con caschi da motociclista, hanno aggredito la commessa che era rimasta sola. Uno le ha puntato la pistola in faccia: «Stai ferma e non urlare», le uniche parole pronunciate. La ragazza in preda al terrore si è accucciata a terra con la mani sulla testa come dire «non fatemi del male».
I due rapinatori, totalmente vestiti di nero, probabilmente italiani, si sono divisi i compiti secondo il solito copione. Mentre uno spingeva nel retro la commessa, l’altro ha rovistato nel registratore di cassa. «Anche il borsello, vogliamo anche il borsello» ha aggiunto uno dei banditi. Il riferimento era al borsello del titolare, che conteneva altro denaro e qualche oggetto personale. Tutta la sequenza è stata ripresa dalle telecamere interne e il filmato è già in possesso degli uomini della squadra mobile della questura di Mantova. Pochi attimi dopo l’assalto nella tabaccheria di via Goldoni, di proprietà di Iole Gigliola, sono arrivati gli agenti delle Volanti. I poliziotti hanno raccolto la testimonianza della commessa che non ha potuto aggiungere molto di più a quanto era stato registrato dal sistema di videosorveglianza. «Ho avuto molta paura – ha raccontato la ragazza – anche perché non è molto bello trovarsi a tu per tu con uno che ti punta un’arma addosso. Quando sono entrati avevano in casco e praticamente non si vedeva nulla, ma a volte succede che qualche motociclista entra per le sigarette. Ho pensato a una situazione di questo tipo. Ho capito che non erano normali clienti quando si sono lanciati uno sguardo d’intesa e sono passati alle vie di fatto. Il problema adesso – conclude la giovane commessa – è che tutte le volte che entra un cliente che ha un attimo di esitazione penso subito ad un rapinatore». C’era lei anche a fine novembre, quando in via Goldoni fu messa a segno una doppia rapina, una sempre ai danni della tabaccheria e l’altra al bar Katiusha, a fianco della rivendita di sigarette. In quell’occasione era entrato uno straniero chiedendo sigarette e una scheda telefonica: «Esco un attimo a prendere i soldi in macchina». La titolare è sulla porta e cerca di trattenerlo, ma lui si divincola e fugge. Quasi contemporaneamente al bar a fianco un altro bandito fa colazione e poi scappa. Ma mentre esce dal locale gli cade la pistola a terra.