Apam contro Trenord, è guerra sul maxi-biglietto

Già in vendita alla stazione, costa 75 euro al mese per tutti i mezzi pubblici. Ma sugli autobus non è accettato: manca ancora l’ok di Provincia e Comune

    di Gabriele De Stefani

    Un’agevolazione per gli utenti del trasporto pubblico? Domani, forse. Perché ad oggi il nuovo biglietto Io viaggio ovunque in provincia, lanciato dalla Regione pochi giorni prima di Natale, sta creando soprattutto disagi a chi si muove in autobus e muovendo due ondate di protesta: una dei passeggeri verso Apam e l’altra, che apre un conflitto tra aziende pubbliche, da Dosso del Corso a Milano, sede di Trenord. In estrema sintesi: la società che gestisce la linea ferroviaria Milano-Mantova già pubblicizza e vende i biglietti unici, ma senza l’ok di Provincia e Comune i ticket non possono essere ancora validi sugli autobus Apam. Tra le due aziende litiganti non godono affatto gli utenti che acquistano i tagliandi e poi scoprono che valgono solo sui treni.

    I problemi nascono con la delibera della giunta Formigoni del 22 dicembre scorso. Su input dell’assessore ai trasporti Raffaele Cattaneo nasce Io viaggio ovunque in provincia: un abbonamento mensile che, con 75 euro, consente di viaggiare su tutti i mezzi pubblici del territorio locale a patto di non uscire dai confini della provincia (tariffe più alte in altre realtà). Per Mantova significa autobus e treni. Trenord è partita veloce: super-biglietto già in vendita alla stazione di piazza don Leoni. Il problema è che Apam non è pronta e ad oggi non potrebbe esserlo, perché prima serve l’ok di Provincia e Comune. Un passaggio necessario perché l’introduzione del nuovo ticket rimette in discussione i conti dell’azienda: su dodici fasce tariffarie per gli abbonamenti, otto hanno un costo vicino o superiore ai 75 euro. Sono quelle dei bus che arrivano nei punti più lontani della provincia: si tratta di qualche migliaio di studenti affezionati clienti del trasporto pubblico. Tutti utenti incentivati a non rinnovare l’abbonamento e a passare al nuovo biglietto: ma la differenza chi la dà ad Apam? Come garantire la tenuta del bilancio con un improvvisa variazione delle condizioni? Ecco perché l’azienda del Dosso prima vuole ridiscutere gli accordi con Comune e Provincia e inserire la novità nel contratto di servizio. Quanto meno, serve una riorganizzazione dei piani tariffari.

    Intanto però il marketing di Trenord va avanti, attirando sempre più utenti. Che acquistano il bigliettone da 75 euro ma poi incappano nella rete dei controllori di Apam: il ticket non vale. Per carità, niente multa perché il personale è dotato della necessaria comprensione. Però resta il fatto che si chiede al viaggiatore di pagare il biglietto ordinario a bordo e quel ticket acquistato a 75 euro in stazione non è così speciale: utilizzabile solo in treno e senza uscire dal territorio provinciale. All’Apam piovono le telefonate e le email di protesta, con richieste di rimborso (ma è l’indirizzo sbagliato) e minacce di denunce.

    «Trenord si sta comportando in maniera scorretta – attacca Franco Viola, amministratore delegato di Apam – la delibera della Regione vincolava l’entrata in vigore del nuovo biglietto al recepimento nei contratti di servizio tra le aziende e gli enti locali. Loro invece sono partiti con pubblicità e vendita, creando grosse difficoltà a noi e alla gente. Noi dovremo quanto meno adeguare i piani tariffari». Disagi estesi a tutta la Lombardia: ecco perché Apam e le sorelle delle altre province stanno studiando insieme come muoversi nei confronti di Trenord e, forse, della stessa Regione.

    25 gennaio 2012

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