La marcia dei disperati in A22. A piedi in autostrada 7 afghani

I profughi segnalati da un automobilista di passaggio sono stati portati in questura e rifocillati. Scatta il decreto di espulsione

    MANTOVA. Affamati, assetati, infreddoliti e con i vestiti inzuppati di fumo. Durante la notte si sono scaldati in un casolare, in aperta campagna, vicino a Castelletto Borgo, bruciando una catasta di legna. Poi, al mattino, hanno ripreso la loro marcia della disperazione. Diretti al nord, chissà dove. In fila indiana, in autostrada, vicino al casello di Mantova Nord. Un automobilista li ha visti e verso le nove di giovedì ha lanciato l’allarme.

    Sull’Autobrennero sono subito accorse le volanti della questura di Mantova. Gli agenti hanno immediatamente individuato un gruppo di persone che camminava a bordo dell’autostrada. Un gruppo che si è subito diviso: alcuni sono scappati nei campi, gli altri, quelli più stremati, hanno ceduto. Alla fine in questura sono arrivati in sette e tutti hanno dichiarato di essere afgani. Forse profughi. Cinque di loro sono stati accompagnati al pronto soccorso del Poma per gli esami radiologici per stabilire l’età.

    Al termine dell’indagine sanitaria le radiografie hanno evidenziato un’età tra i 19 e i 22 anni. Nessuno documento con sè. Hanno fornito dei nomi, ma è quasi impossibile farsi dire da dove vengono e dove sono diretti. E soprattutto come sono arrivati in territorio mantovano. Di certo sono stati scaricati da un camion. Ma dove? Qualche parola d’inglese e si è intuito che forse stanno camminando da giorni. In questura hanno chiesto da mangiare e tra i poliziotti è scattata la solita colletta. Con le chiavette dei distributori automatici gli agenti hanno offerto loro qualcosa di caldo e qualche merendina.

    La pratica è passata subito in mano all’ufficio immigrazione della questura di piazza Sordello, che ha appurato la violazione delle norme sul soggiorno degli stranieri. Nei loro confronti è quindi scattato il decreto di espulsione.

    Le loro condizioni di salute, al di là dell’infreddolimento e del fatto che forse non mangiano da ore, sono abbastanza buone. Nessuno perciò è stato trattenuto in ospedale.

    27 gennaio 2012

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