Le imprese artigiane perdono interessi per 39 milioni all’anno. E per chiudere una causa con il Fisco servono 900 giorni
di Gabriele De Stefani
Lavori oggi e i soldi li vedi chissà quando. I ritardi nei pagamenti sono una delle cartine di tornasole della crisi economica, il primo campanello d’allarme dei problemi di liquidità. Per le piccole imprese il rischio è quello di rimanere strozzate. L’ufficio studi di Confartigianato Lombardia ha provato a fare i conti sul peso del fenomeno per la categoria, con rilevazioni per ciascuna delle province della regione a partire da dati Istat, Unioncamere, Banca d’Italia e ministero dell’Economia (consiglio giustizia tributaria): secondo le stime un artigiano deve aspettare in media 151 giorni prima di vedere onorata la fattura. Per il comparto, nel solo territorio mantovano, l’attesa s’è allungata di 44 giorni rispetto a un anno fa, quando la media per avere il pagamento era di 107 giorni. I 151 dell’attesa media nel 2011 significano cinque mesi, quasi sei aggiungendo al computo i festivi.
Le conseguenze per l’impresa sono due. La prima è quella contro cui ci si scontra subito: meno denaro circolante in cassa, dunque più difficoltà nel fare investimenti e nel trovare i soldi per gli stipendi. La seconda è quella forse non visibile nell’immediato ma più pesante economicamente: l’incremento degli oneri finanziari, tra mancata maturazione degli interessi (i soldi non arrivano sul conto corrente) e loro pagamento se non si riescono a onorare gli impegni sulle linee di credito aperte. Su questo fronte i conti di Confartigianato parlano di 39 milioni persi in un anno per colpa dei ritardi. Il comparto più colpito, anche per le dimensioni più ampie, è il manifatturiero, che vede sparire 20 milioni 800mila euro, seguito dai servizi (9 milioni 800mila) e dalle piccole imprese dell’edilizia (8 milioni e 400mila). In termini percentuali, i ritardi nei pagamenti fanno gettare al vento lo 0,35% del valore aggiunto prodotto dall’artigianato. I numeri mantovani sono in linea con il resto della regione: su scala lombarda l’attesa per vedere onorata una fattura è di 151 giorni (differenze minime tra le province: record negativo i 154 giorni di Bergamo, positivo i 144 di Milano). Il totale è di 750 milioni di maggiori oneri finanziari sostenuti in un anno.
Ma le lunghe attese non sono solo quelle per veder pagato il proprio lavoro: ci sono anche quelle per trovare giustizia davanti ai giudici del lavoro, fiscale e tributario. Problema antico e molto sentito. Anche qui l’ufficio studi ha fatto i conti: 927 giorni per avere una sentenza al tribunale del lavoro, 897 per dirimere un contenzioso fiscale, 2.114 per arrivare a chiudere un fallimento. Su questo fronte la realtà mantovana è a due velocità nel confronto con le altre dieci province lombarde: bene sui fallimenti (solo Brescia e Como fanno meglio), nella media per la sezione lavoro del tribunale (sesto posto) e in coda per la giustizia tributaria (peggio c’è solo Cremona).