Il direttore dell’Opg: chiudere è un errore

Il provvedimento varato da entrambe le Camere. Calogero: meglio trasformarli in strutture sanitarie

    CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

    Operativo, dopo il sì dei due rami del Parlamento, l’ emendamento al disegno di legge del governo sulle carceri (il cosiddetto svuota-carceri) che stabilisce la chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari entro il 31 marzo dell'anno prossimo.

    Oggi gli ospiti dei 6 Opg italiani sono oltre 1.400: secondo le nuove rnorme, il 40%, non più socialmente pericoloso, uscirà e sarà assegnato ai dipartimenti di salute mentale gestiti dalle Asl, mentre il 60% sarà ristretto in nuove strutture sanitarie vigilate.

    La notizia ha riacceso il dibattito sulle condizioni di vita delle sei strutture italiane; compresa quella di Ghisiola di Castiglione delle Stiviere, considerata da tempo un'«isola felice» gestita dall'Azienda sanitaria «Carlo Poma» di Mantova grazie a una convenzione col ministero della Giustizia.

    «Castiglione ospita circa 320 persone, 232 uomini e 88 donne (quest'ultime nell'unica sezione femminile d'Italia), seguiti da 13 medici e dal personale sociosanitario e ausiliario - ha spiegato il direttore Antonino Calogero -. Nel nostro istituto non ci sono mai stati agenti di polizia penitenziaria, ma solo personale medico e paramedico».

    Oltre 13 milioni di euro all'anno le risorse investite nella struttura che gode di condizioni d’eccellenza. «La contenzione fisica è limitata al 10% degli ospiti - ha spiegato il direttore della struttura -, mentre il numero delle dimissioni è il più alto in assoluto, con 130 pazienti all'anno e quindi un turn over elevato».

    Poi c'è il capitolo riabilitativo: «Oltre alle attività in reparto ci sono quelle in palestra, nel bocciodromo e nei campi di tennis e pallavolo - ha spiegato il dottor Calogero -; mentre della formazione si occupano i corsi regionali dell'Enaip attivi dal 1994, articolati in cinque diversi laboratori». E le polemiche sulla chiusura? Calogero sostiene che «gli altri Opg italiani hanno sicuramente bisogno di qualche modifica. Forse più che disporne la chiusura sarebbe stato più semplice fare come in Gran Bretagna o Germania, trasformando in sanitari veri gli altri Opg o potenziando i dipartimenti di salute mentale».

    01 febbraio 2012

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