Dopo la crepa nella sala dei Giganti sotto controllo anche un muro inclinato. Cnr e Università di Bergamo chiamati a monitorare le vibrazioni nel Palazzo
di Sandro Mortari
Dopo la crepa nella Sala dei Giganti, adesso c’è anche il muro inclinato, con diverse fessurazioni, delle Fruttiere. Non c’è pace per Palazzo Te, uno dei monumenti simbolo di Mantova messo a dura prova dal tempo e, si pensa, dalle vibrazioni della vicina linea ferroviaria.
La situazione preoccupa il Centro Internazionale d’arte e cultura di Palazzo Te che ha deciso di dar corso alla seconda fase di monitoraggio delle vibrazioni indotte dai treni per verificare se sono proprio loro all’origine dei danni rilevati alla reggia gonzaghesca oppure se si tratta di assestamento naturale dell’edificio o, ancora, delle recenti scosse di terremoto. Per questo sono stati incaricati l’università di Bergamo, dipartimento di progettazione e tecnologie e il Consiglio nazionale delle ricerche, istituto per la dinamica dei processi ambientali di Milano che installeranno, in vari punti del Palazzo, delle mini-stazioni sismografiche che dovranno monitorare ogni piccolo movimento del monumento. Il costo dell’operazione è di 21.780 euro e sarà a carico del bilancio comunale.
Ai due enti, un anno fa, era già stata commissionate un’indagine sulla staticità del Palazzo che non aveva portato alla luce particolari problemi. La recente crepa verticale, però, apparsa con più evidenza sulla parete occidentale della Sala dei Giganti e che si estende nella stanza adiacente, il Camerino delle Grottesche, «desta preoccupazione», scrive nella determina con cui autorizza la spesa per la seconda campagna di monitoraggio, il direttore del Musei civici, Stefano Benetti. Il quale, sempre nello stesso documento, rivela che «nelle Fruttiere, la facciata presenta un marcato fuori-piombo e si osservano diverse fessure in corrispondenza delle finestre, nonchè il danneggiamento di una capriata, con sfilamento degli elementi lignei della muratura».
«Non vi è alcuna situazione di emergenza - tiene a precisare Benetti -, ma solo un doveroso impegno, da parte nostra, rivolto alla tutela del monumento». Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore ai lavori pubblici Giampaolo Benedini: «Alle Fruttiere ci sono da tempo i tiranti - spiega -. Adesso vogliamo verificare se gli interventi fatti finora sono esaustivi o meno». Fatto sta che il dirigente ha individuato sue punti critici che urge tenere sotto controllo: le Fruttiere, dove vengono allestite le mostre più importanti organizzate dal Centro, e la Sala dei Giganti, quella forse di maggior pregio storico-artistico ma senz’altro la più conosciuta a livello mondiale, della reggia estiva. «Stiamo lavorando su di loro - conferma -, ma stiamo facendo un’azione di prevenzione su tutto il Palazzo, a sua tutela. Vogliamo capire la causa di quei problemi per rimuoverla. Per quanto riguarda la crepa nella Sala dei Giganti, rassicuro tutti circa il fatto che non vi è stato distacco della pellicola pittorica e il nostro lavoro è proprio indirizzato ad evitarlo. Per quanto riguarda le Fruttiere, le fessurazioni e il muro inclinato, esistono dagli anni ottanta e in passato siamo già intervenuti per consolidare il tutto».
I tecnici del Cnr e dell’ateneo bergamasco arriveranno a breve per installare i piccolo sismografi; il monitoraggio durerà a lungo, in modo da raccogliere il maggior numero di dati possibili sulle vibrazioni che subisce il Palazzo. «Una volta che avremo in mano i risultati - dice Benetti - decideremo con la Sovrintendenza il tipo di interventi da realizzare».