In treno da Milano-Mantova
Cronaca  di un disagio VIDEO

E’ il treno che percorre la tratta ferroviaria più scalcinata d’Italia: la Milano-Mantova-Milano. Ieri, tra neve e ritardi ormai congeniti di un servizio da Terzo mondo, il treno per Mantova è partito da Milano con un ritardo di un’ora e 25 minuti. Ecco la cronaca di un’attesa. E'  arrivata anche la polizia a sedare gli animi più esasperati, con un interrogativo ormai di routine: quando arriverà a Mantova?

    Milano ore 17.15.  Questa è la cronaca di un normale viaggio di ritorno da Milano fatta da una nostra collega, Maria Antonietta Filippini, con tanto di foto e video 

    Il treno dovrebbe partire. Dopo una giornata di lavoro, il diritto al ritorno a casa, al riposo, a un pasto caldo.  Sul marciapiede sono fermi i pendolari dela tratta della vergogna: la Milano-Mantova.

    Anni e anni di disservizi e di ritardi, di viaggi cominciati in treno e finiti con l'autobus,  li hanno temprati a qualsiasi disavventura. Per loro la giornata di lavoro dura dalle 12 alle 16 ore. Nonostante tutto, continuano a riporre fiducia in Trenord, azienda che sta in piedi grazie alle imposte versate da tutti i buoni cittadini, ma che non sembra intenerire il gruppo dirigente di un servizio ferroviario tra i peggiori d’Europa.

    Non esistono più pudori se è vero che si assiste troppo spesso alla soppressione delle corse addirittura se c’è un guasto a una motrice. Non la si sostituisce, non viene riparata. Semplice, si abolisce la corsa, si interrompe cioè un pubblico servizio. Ma tant’è. Ormai i pendolari coraggiosi della Mantova-Milano-Mantova sono in grado di affrontare qualsiasi contrattempo.

    Milano, ore 18.15. I ipasseggeri diretti a Cremona e a Mantova sono fermi da un'ora sul treno che sarebbe dovuto partire un’ora fa. Ancora non sanno come finirà. Fra cinque minuti dovrebbe partire, non è stato annullato. Si aspetta di sapere cosa succederà a quello bloccato da un'ora sul binario 23. Ci sono state urla, soprattutto da parte dei passeggeri diretti a Lodi, che sono stati fatti scendere e dirottati sul treno verso  Bologna.

    Arriva la polizia. Si  temono reazioni emotive, all'assembrarsi dei pendolari delle 18.20. A questo punto si spera in un pullman. Il problema sono le porte ghiacciate che non si aprono. Tutti i passeggeri sono sulle prime due carrozze dove il personale delle Fs ci ha fatto spostare. Eravamo tantissimi, finché non hanno costretto a scendere quelli  diretti a Lodi.
    Alle 18.30. Ancora niente. I pendolari già avvisano per telefono che domani non andranno a lavorare.

    Sono le 18.35 e il treno delle 17.15 è ancora fermo sul binario 23, si spera che parta. La polizia è arrivata sul binario per un assembramento urlante davanti a una porta che si e' rotta e non sta più chiusa. Dietro, sul treno, c'e' il capotreno per impedire il passaggio. La gente se la prende con la polizia, che spiega di non poter dare risposte.

    Ore 18.40: il treno è partito. Ora, facendo gli scongiuri, si spera arrivi a Mantova .

    01 febbraio 2012

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