Tra gli obiettivi le incursioni dei borsaioli sui convogli e i raid dei ladri di rame. Difficile coprire i servizi: nello scalo di piazza Don Leoni mancano due agenti
Più agenti destinati alla sicurezza dei viaggiatori sui treni, in particolare contro i borseggiatori. E più agenti impiegati nei servizi di controllo alla stazione. Si è chiuso con questi due obiettivi di massima raggiunti - che saranno rilanciati nei prossimi dodici mesi - il bilancio 2011 della Polizia ferroviaria di Mantova. Non senza difficoltà. «Siamo soltanto in dodici e dobbiamo coprire tutti i servizi richiesti alla nostra specialità per diciotto ore al giorno. A volte è davvero faticoso» spiega il commissario Alessandro Bertazzoni, comandante del posto Polfer dello scalo di piazza Don Leoni nel denunciare la mancanza di almeno altri due agenti. Di che si occupa la Ferroviaria? Prima di tutto di prevenzione reati a bordo dei treni (contro furti e aggressioni, ad esempio) e di pattugliamento della stazione e delle linee ferroviarie contro furti di rame, danneggiamento delle strutture ferroviarie e posa di ostacoli sui binari. Tutti aspetti che possono mettere a repentaglio la sicurezza dei viaggiatori. E poi ci sono altri servizi che vanno dal presidio ai treni speciali, piuttosto che l’identificazione di persone sospette sui treni o in altri ambiti ferroviari.
Più denunce. A conferma del fatto che negli ultimi dodici mesi la Polizia ferroviaria ha fatto uno sforzo per incrementare i servizi di controllo della stazione e sui treni l’aumento significativo alla voce “persone sospette identificate” passate dalle 1.750 del 2010 alle 1.920 dello scorso anno. Stessa cosa si può affermare rispetto alle persone denunciate, che risultano addirittura triplicate: sono state venticinque nell’ultimo periodo contro le otto dei precedenti dodici mesi. I reati commessi sui treni, lungo le strade ferrate e nelle stazioni seguono lo stesso trend, come accade al di fuori dell’ambito ferroviario. Un aumento delle denunce di reato in generale (dalle 51 di due anni fa alle 73 dell’anno scorso), per furto (da 17 a 20) e per atti vandalici (dai due rilevati in tutto il 2010 ai sei del 2011).
Ladri di rame. Anche l’anno scorso è stato segnato dalla costante preoccupazione di monitorare gli impianti ferroviari, a volte messi a rischio dai ladri di rame. «I furti di rame sono calati, anche se di poco - osserva Bertazzoni - un po’ perché le ferrovie hanno cominciato a sostituire i cavi di rame con quelli di metalli meno preziosi. E poi perché ormai facciamo controlli continui ai rottamai, dove il rame in genere veniva rivenduto. Ormai non lo comprano più. Anzi, sono loro stessi a segnalarci se sono stati contattati da venditori sospetti».
Nuovi agenti. Della squadra del comando di piazza Don Leoni fanno parte anche quattro agenti di recente approdati alla Polizia ferroviaria dalla questura o da altre specialità. Tutti a breve dovranno trasferirsi alla scuola di polizia di Cesena per frequentare un corso di specializzazione.