Dopo quasi due mesi il Carroccio incassa solo la candidatura della Cappellari. Sabato la firma dell’accordo nel centrodestra
di Sandro Mortari
Tanto tuonò che piovve. Sabato, dopo quasi due mesi di crisi politica che ha immobilizzato l’amministrazione comunale, Pdl, Lega e Benedini firmeranno l’accordo che dovrà porre fine ai litigi nel centrodestra e portarli a concludere il loro mandato nel 2015 tenendo fede agli impegni presi nelle linee programmatiche. Tanto tuonò che piovve perché, stando alle indiscrezioni sul documento finale che verrà illustrato in municipio oggi alle 12 dal sindaco nel corso di una conferenza stampa, poche, se non una sola delle tante richieste che la Lega ha avanzato in questi giorni, sono state accolte. In pratica, il Carroccio avrebbe tenuto inchiodati tutti per due mesi solo per ottenere la candidatura della Cappellari alla presidenza del Parco del Mincio senza avere la sicurezza che sarebbe stata eletta; anzi, con la prospettiva chiara di uscire sconfitto.
La Lega aveva chiesto il quarto assessorato, quello alla sicurezza, da dare a de Marchi, ma il Pdl su questo è stato irremovibile. Allora, a de Marchi è stata promessa l’apertura di uno sportello per le vittime delle violenza in una sede delle ex circoscrizioni, con tanto di ufficio e di segretaria. Visto il suo rifiuto, a questo punto, non si sa più che fine farà. Sulla Valdaro spa, che la Lega voleva liquidare, ci si è accontentati di accantonare la patata bollente e di riprenderla in mano tra sei mesi per vedere che cosa farne. Come voleva il Pdl. Quanto al patto di stabilità, che la Lega pretendeva di sforare per utilizzare i 33 milioni di euro in cassa per pagare i fornitori, non se ne parla: nel documento il Pdl ha ottenuto, in barba ai lumbard, di mettere una generica disponibilità a verificare, nel tempo, la possibilità di sforare, ma sempre nel caso che dal governo nazionale arrivi il via libera.
E allora, il sindaco Sodano può dichiararsi soddisfatto di aver scampato il pericolo di dimissioni e di aver ricontrattato l’accordo con la Lega su base programmatica (costruzione dei parcheggi sotterranei, cittadella dei servizi, soprattutto) e dicendosi pronto, genericamente, a concedere più finanziamenti, in sede di bilancio agli assessori leghisti per turismo, attività produttive e sport. Il tutto promettendo al Carroccio che si sarebbe battuto sino alla morte per l’elezione della Cappellari alla presidenza del Parco. Ben sapendo, però, che per i veti incrociati in vari Comuni retti dal centrodestra, questa ipotesi non passerà mai. E allora, mentre Sodano anche ieri ha continuato le sue consultazioni dei gruppi consiliari (ricevuti in giornata Forum, Sinistra unita, Lega, Pd e Patto nuovo), l’attenzione si sposta sulla presidenza del Parco. La nuova assemblea, dopo il rinvio di giovedì, non è ancora stata convocata: «Lo farò - dice il presidente uscente Alessandro Benatti - se avrò la certezza che poi si chiuderà la partita. L’intenzione è di non andare oltre il 15-20 febbraio».
Le grandi manovre nel centrodestra e nel centrosinistra continuano, con il sindaco di Mantova pronto a sostenere fino in fondo la Cappellari. Più probabile che si vada verso un ticket Benatti (Pd)-Pellizzer (Pdl), con l’incognita da sciogliere su cui sarà il presidente e chi vice. Con la certezza che la parte che avrà il presidente cederà all’altra la maggioranza nel consiglio di gestione. «Oggi con il Parco abbiamo la prova provata che esiste da tempo un inciucio tra Pdl e Pd» tuona il capogruppo della Lega in Provincia, Cedrik Pasetti. «Un inciucio che ci ha fatto perdere le elezioni a Palazzo di Bagno, perché il Pdl ha voluto farci perdere».