I ladri le spezzano il polso. Poi la fuga con ori e soldi

Scalano il tubo di gronda ed entrano in casa mentre la donna guarda la tv. «Li ho sorpresi e ho urlato: vedevo solo ombre, avevo la torcia puntata in faccia»

    Aiuto, aiuto...». Quando s’è trovata faccia a faccia con uno dei ladri entrati in casa, ha cominciato a urlare a squarciagola. I vicini del piano di sopra sono corsi a darle una mano. Troppo tardi per evitare a Carla Ferrari, settantaduenne ex impiegata Inps, di essere aggredita da uno dei malviventi. Il ladro, per farla tacere e aprirsi la strada per la fuga, le ha dato uno spintone, talmente violento da farla crollare a terra e spezzarle un polso. Tutto per un centinaio di euro, un paio di orecchini e il fermaglio d’oro di una collana. «Non è tanto il danno, non avevo niente di valore in casa - spiega la donna, che è vedova e ha due figli - il fatto è che ho un polso con una brutta frattura e che un’esperienza del genere non si dimentica così facilmente».

    L’episodio è accaduto la sera di sabato scorso ma solo venerdì si sono appresi i particolari. Il luogo è una palazzina di via Diga Masetti che s’affaccia al campo sportivo del quartiere. L’appartamento preso di mira dai ladri è al primo piano. Facile da raggiungere, per chi è abbastanza agile da arrampicarsi su un pluviale. Protetti dal buio e da una rigogliosa pianta di magnolia, i ladri - almeno due quelli che hanno agito - sono saliti sul balcone di una camera da letto, hanno tagliato il vetro della porta finestra e sono entrati. La signora Ferrari e la madre Dina, che va per i novantatré anni, erano davanti alla tv.

    «Non ho sentito niente, né quando hanno tagliato il vetro accanto alla maniglia della porta finestra, né quando hanno cominciato ad aprire cassetti e armadi - spiega la padrona di casa - se non mi fossi alzata un attimo per andare in bagno mi sarei accorta del furto solo al momento di andare a letto».

    «Non ho acceso le luci, le tapparelle non erano abbassate e la casa era illuminata dai lampioni della strada - ricorda la signora Ferrari - passando davanti a una stanza da letto ho visto un bagliore e sono entrata. Mi sono trovata davanti quel l’uomo. Era alto, vedevo solo la sagoma, perché mi ha puntato la torcia in faccia. “Chi sei, cosa vuoi” gli ho detto e ho cominciato a urlare con quanta voce avevo in gola. “Stai zitta, stai zitta” mi intimava. E intanto veniva verso di me».

    La donna era terrorizzata, continuava a urlare aiuto e ad arretrare. Fino alla stanza da letto che un tempo era dei figli. Lì, quella specie di gigante le ha dato uno spintone. «Sono caduta sul fianco e lì sono rimasta, il braccio m’è rimasto sotto e s’è spezzato - è ancora il racconto della signora Ferrari - a quel punto sono arrivati i vicini. I ladri se ne sono andati, saltando dal balcone. Una brutta storia, non credevo che entrassero quando c’era gente in casa». Al pronto soccorso hanno diagnosticato alla donna una frattura scomposta. Ne avrà per oltre quaranta giorni.

    11 febbraio 2012

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