Dieci giorni di controlli della Guardia di Finanza: scoperti due evasori totali e due dipendenti assunti in nero
Attenzione a non dimenticare scontrino e ricevuta fiscale: dietro il cliente alla cassa potrebbe nascondersi la fiamma gialla di un finanziere. Sono ancora troppi i commercianti “distratti”, nonostante l’intensificarsi dei controlli e una cultura dell’evasione sempre più all’angolo. Dei novanta esercizi commerciali - tra bar, negozi e bancarelle dei mercati - visitati dai militari della guardia di finanza negli ultimi dieci giorni, oltre una trentina sono stati multati per mancata emissione di scontrino o di ricevuta fiscale. Nello stesso lasso di tempo i finanzieri della compagnia di Mantova e delle tenenze di Suzzara e Castiglione delle Stiviere hanno scoperto una serie di violazioni sulla dichiarazione dei redditi, un muratore e un tecnico completamente sconosciuti al fisco, un paio di lavoratori in nero e un ambulante che vendeva borse di marca taroccate.
Scontrini e ricevute. C’è chi allunga lo scontrino dimenticato dal cliente precedente e chi, più semplicemente fa finta di nulla, intasca i soldi e saluta. Semplice dimenticanza? Comunque sia, è un modo per sottrarsi a un obbligo sociale, quello di collaborare assieme agli altri cittadini-contribuenti ad alimentare le casse dello Stato e quindi a fornire risorse per i servizi e il benessere di tutti. Nei primi dieci giorni di febbraio i militari del comando provinciale della guardia di finanza hanno controllato 90 esercizi. Oltre un terzo, quindi uno su tre, non ha emesso lo scontrino o la ricevuta fiscale. Multati, con sanzioni differenti, che superano comunque i cinquecento euro, quattro bar delle città, sei titolari di bancarelle al mercato, due negozi di alimentari a Castiglione delle Stiviere, un negozio di animali e tre parrucchieri, uno di Mantova, uno di Porto e uno di Sermide.
Fantasmi fiscali. Sempre dal primo febbraio i militari della finanza hanno concluso in media una verifica fiscale al giorno. Il risultato? Violazioni alle imposte sui redditi per 450mila euro e all’Iva per 600mila. Cifre forse non enormi, ma va considerato che si tratta dell’attività di controllo di dieci giorni. Un periodo brevissimo ma sufficiente per portare alla luce un paio di fantasmi del fisco, quelli che i finanzieri chiamano evasori totali, completamente sconosciuti all’agenzia delle entrate. Uno gestiva uno studio tecnico a Solferino, l’altro un’impresa edile a Marmirolo. In entrambi i casi la Finanza non ha diffuso i nomi degli evasori.
Lavoro nero. Negli stessi giorni la Finanza ha giocato un ruolo anche nel campo dell’occupazione irregolare. Quattordici gli esercizi commerciali controllati, ventitré i lavoratori identificati. Due di questi erano privi di contratto di lavoro e tutele sindacali: uno lavorava in un ristorante della città, l’altro aiutava un ambulante nel mercato settimanale di Viadana.