Ferito dai banditi mascherati da maiale

Assalto in tabaccheria alla Virgiliana, i tre messi in fuga dalla reazione dei titolari. Il cliente finisce all’ospedale

    di Rossella Canadè

     

    Pistola in pugno, i caschi e una maschera di Carnevale da maiale a coprire il volto. L’irruzione avrebbe potuto immobilizzare dal terrore i due tabaccai, madre e figlio, e il cliente, ma non è andata così. Tutti e tre, d’istinto, hanno reagito, nonostante il colpo sparato dall’arma giocattolo contro la vetrinetta. Prima di fuggire a mani vuote, colti di sorpresa dal bastone sventagliato dal tabaccaio e dal cassettino di legno che la donna ha lanciato, uno dei banditi ha colpito e ferito dietro ad un orecchio il cliente. Che, incurante del dolore, ha cercato di fermarli tirando uno sgabello.

    Sono stati attimi da film quelli vissuti sabato sera alla tabaccheria di Arrigo Visentini, in strada Villanova de Bellis quando, mezz’ora prima della chiusura, alle 19.30, quando nel negozio oltre a lui c’erano la madre Laura Grandi, 65 anni e Luciano Rossini, un cliente di Porto, sono entrati tre uomini, due dei quali armati di pistole. Di media statura, i caschi e gli occhiali da sole, uno con il muso da maiale che è rimasto sulla porta, si sono avvicinati con passo militare verso il bancone.

    «Ero seduto sullo sgabello – racconta Rossini – mi sono soltanto alzato. L’ho fatto senza pensarci. Uno dei due con il casco e la pistola mi è piombato addosso, mi ha gridato “Cosa credi di fare tu?” con un accento che sembrava straniero, forse nordafricano, e mi ha colpito con il calcio della pistola in testa, dietro l’orecchio».

    La signora Laura in quell’istante, invece di spaventarsi, ha avuto l’intuizione che si trattasse di un’arma giocattolo. «Da come le tenevano in mano mi sembravano troppo leggere per essere vere, mio marito aveva una pistola e so quanto pesano».

    Intanto Arrigo, con l’adrenalina a mille che gli ha fatto dimenticare di avere il braccio sinistro ingessato, ha usato il destro per afferrare uno dei bastoni che tiene dietro il banco e alzarlo verso i banditi. Laura, per non essere da meno, ha afferrato un cassettino di legno massiccio che era sul banco e l’ha lanciato contro i due. La banda ha realizzato che il giochetto stava diventando meno facile del previsto e ha deciso di darsela a gambe. Prima però, uno ha sparato un colpo contro la vetrinetta a specchio, proprio dietro le spalle del cliente.

    «A quel punto, quando ho sentito l’odore di petardo bruciato, ho capito che le pistole erano proprio finte» dice la signora Laura. Arrigo ha provato anche a rincorrerli, minacciandoli con il bastone, ma due sono saliti su uno scooter che avevano lasciato lungo il marciapiede e uno è fuggito a piedi. «Abbiamo chiamato subito il 113, ma la polizia non li ha trovati. Purtroppo avevamo anche la telecamera spenta, anche se non credo che i loro volti coperti sarebbero stati riconoscibili».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    12 febbraio 2012

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