In quattro notti smontati e portati via oltre cento pannelli. Danni per 50mila euro. L’azienda installa le telecamere
COMMESSAGGIO
Una nuova frontiera della criminalità: far sparire (e rivendere) anche i componenti di un campo fotovoltaico. I pannelli in silicio per catturare la luce solare e trasformarla in energia, insomma. Materia prima di un settore economico, le energie pulite, in piena espansione. Ad accorgersi di essere finita nel mirino dei ladri (ma c’è anche l’ipotesi di una ripicca tra aziende dello stesso comparto) è la Enerlux di Viadana. Proprietaria di un campo fotovoltaico (un megawat di potenza) installato nei mesi scorsi in un ex terreno agricolo a Commessaggio, in via Tessagli. Qui, appunto, si è consumato il furto, già denunciato ai carabinieri che stanno indagando.
Ultimo weekend di gennaio. Il lunedì seguente il custode dell’impianto va a dare un’occhiata alla struttura (in parte, sembra, ancora in fase di collaudo). L’ultima controllata l’ha data il venerdì. E qui, nella zona più nuova dell’impianto che occupa in tutto una superficie di circa 20mila metri quadrati, scopre il fatto. Qualcuno ha tagliato in tre punti diversi la rete di recinzione. Poi si è avvicinato all’impianto e ha cominciato a staccare i pannelli, recidendo i cani che li collegavano al basamento. Un lavoro certo impossibile da svolgere da soli. Sicuramente opera di un gruppo di persone arrivate con uno o più mezzi. A loro vantaggio, però, i ladri hanno avuto il lungo periodo di tempo tra un controllo e l’altro (quattro giorni), l’oscurità e la nebbia delle notti invernali, l’isolamento della zona di piena campagna in cui si sono potuti muovere.
L’ammanco denunciato dai responsabili della ditta è di un centinaio di pannelli. Una piccola parte dei circa quattromila installati da questa ditta che ha la propria sede a Gerbolina di Viadana e ha realizzato molti altri impianti in provincia di Mantova. Una piccola parte, ma pur sempre pezzi pregiati e costosi, tanto e vero che la merce rubata vale circa 50mila euro.
Davvero una fortuna in metallo e silicio. Ma solo per chi o li può mettere a frutto, montandola altrove, oppure la può rivendere. E proprio su questo punto si sviluppano i maggiori dubbi degli inquirenti.
La tipologia dei pannelli rubati è praticamente assente dal mercato italiano, come a dire che quei pezzi rubati non hanno praticamente possibilità di essere venduti. E allora perché rubarli, forse si tratta di un tentativo di arrecare danno all’azienda? Tutti dubbi che solo l’azione degli inquirenti potrà chiarire. Nel frattempo a Commessaggio sono comparse le telecamere di un sistema di sorveglianza a monitorare il campo, per scongiurare eventuali altri assalti.