Provincia e imprese lavorano al progetto: ricerca e risanamento in un angolo di petrolchimico. Primi sì da Euromec e Wsr
Trasformare il mare di veleni che scorrono sotto al polo chimico in un’opportunità di sviluppo è il tema su cui l’assessore all’ambiente Alberto Grandi batte da quando è arrivato a Palazzo di Bagno. Leva imprenditoriale per le bonifiche: il risanamento da sogno si può trasformare in realtà solo se è economicamente vantaggioso. Ora la Provincia ci prova candidando un progetto, condiviso con un pool di aziende, a un bando regionale che si sta aprendo: ente pubblico capofila, imprese a progettare e realizzare un laboratorio di ricerca e bonifica sul posto, in un angolo di petrolchimico ancora da individuare. In palio ci sono fondi per un milione di euro e la possibilità di avviare la macchina delle bonifiche, anche se lavorando solo su una goccia del mare grande del petrolchimico ammalato.
Il bando. La Regione ha stanziato 5 milioni e mezzo per «l’insediamento di nuove attività di impresa», fissando a un milione il massimo disponibile per ogni singola iniziativa. Tra i criteri premianti c’è la partnership con le aziende, lasciando all’ente pubblico il ruolo di capofila. Ora siamo solo alle manifestazioni di interesse, da far pervenire entro un mese. Poi i lavori dovranno scattare entro giugno 2014: due anni sono poca cosa, dunque ci si deve attivare subito.
Il progetto. La Provincia era già al lavoro per candidare un progetto analogo ad altri bandi, poi rivelatisi inadatti. Dalla Regione l’occasione per riprovarci. Grandi ha avviato contatti con diverse imprese: ci sono già i sì di Wsr, negli ultimi mesi alla ribalta per il discusso insediamento di San Giovanni del Dosso, ed Euromec, azienda di Porto Mantovano che si occupa di trattamento acque. Ma è chiaro che è necessario trovare altri partner e a questo lavorano sia Palazzo di Bagno che Wsr ed Euromec. L’idea è individuare un’area del petrolchimico nella quale insediare laboratori per la ricerca e la sperimentazione sul posto. Dunque una mini-bonifica realizzata mentre le imprese del settore, mantovane e non, sfruttano la possibilità di trovare nuove soluzioni per la loro attività. Un contesto favorevole per portare a Mantova spin-off delle aziende specializzate. Per loro l’opportunità di partire con almeno la metà degli investimenti coperti dal pubblico: il bando prevede un finanziamento di un milione che non deve superare il 50% del totale, ma resta aperta l’ipotesi di coinvolgere altri partner. Le porte di Camera di commercio e università - con il suo master ad hoc - sono ovviamente le prime alle quali andare a bussare in caso di via libera dalla Regione.
La bella chimica. «Il progetto è ancora allo stato embrionale, ma è un’occasione importante per attivare l’industria chimica leggera, quella che fa bonifiche e fa green economy» dice Grandi. Che aggiunge: «Mantova è seconda in Italia in questo settore dietro a Trento. Abbiamo realtà, come la stessa Euromec, che lavorano soprattutto all’estero ma che qui impiegano decine di persone nella progettazione. Dobbiamo farle emergere trasformando le bonifiche in una chance di sviluppo, specie in una fase in cui i fondi pubblici sono ridotti all’osso». Il presidente Pastacci tiene aperte le porte della Provincia: «Siamo aperti ai contributi di tutte le aziende e dei soggetti che possono contribuire a questo progetto, anche se i contorni del bando devono ancora essere definiti».