Sfida tra ex democristiani per la segreteria del Pdl

Ufficializzate le candidature di Gilberto Sogliani e di Marco Ghirardini

    di Nicola Corradini

     

    «L’unitarietà del partito? Non può essere imposta da ordini o veti magari provenienti da Milano o da Roma. Va ricercata attraverso il confronto tra diverse posizioni non con ammucchiate prive di futuro». Parte subito all’attacco la campagna congressuale del cattolico moderato Gilberto Sogliani, uno dei due candidati alla segreteria del Pdl. Ieri a mezzogiorno è scattato il termine utile per la presentazione delle liste per la composizione del futuro parlamentino del partito e i relativi candidati segretario e vice. Non ci sono sorprese. A Gilberto Sogliani (il suo vicario è Stefano Ottoni, classe 1969, di Acquanegra sul Chiese), il primo ad uscire ufficialmente allo scoperto proprio sulle pagine della Gazzetta già il 22 gennaio, si oppone Marco Ghirardini espressione, assieme al vice, Claudio Bavutti, di un accordo raggiunto dopo una serie di incontri (persino in pizzeria a Goito) tra i due vecchi rivali, Carlo Maccari ed Enzo Lucchini, con Romano Arioli e Nicola Sodano. Proprio questa operazione viene attaccata da Sogliani e si capisce facilmente che questo sarà uno dei temi dominanti del congresso. Perché entra nel merito di come cercherà di essere questo partito che, pur non avendo mai fatto un congresso vero dal giorno della fusione tra Fi e An, già sta pensando di trasformarsi in un altro soggetto. «Non siamo affatto calati dall’alto – replica Ghirardini – Bavutti ed io abbiamo una storia politica ben radicata nei nostri territori. Lui è sindaco a Moglia dal 2002, io sono stato candidato sindaco nel ’95 contro la Pinfari e nel ’96 fui il candidato consigliere di Fi più votato. Questa unitarietà vuole essere il primo passo verso il processo di radicamento del partito nel territorio».

    Quello tra Sogliani e Ghirardini sarà uno scontro tra due politici nati nella vecchia Democrazia Cristiana. Ghirardini in quella vincenziana (il grande centro Dc), Sogliani in quella di Marcora a fianco, fin dagli anni 70, di Bruno Tabacci. Spiega Sogliani: «La mia candidatura , come quella di Stefano Ottoni , non asce per spirito di contrapposizione ma per chiarezza e soprattutto per democratizzare il partito, cosa che ha auspicato lo stesso segretario Alfano. L’unità del partito, naturalmente, è un valore perché solo lavorando assieme per obiettivi condivisi si può far tornare il Pdl a raccogliere i consensi. Ma l’unità non può essere imposta dall’alto, così sarebbe destinata ad avere vita assai breve. E poi scusate: ma è il partito che deve essere unito, non il congresso che per definizione è il luogo del confronto tra posizioni diverse. E infine, come può un gruppo dirigente formato da anime che si sono combattute per anni, rilanciare il partito?»

    12 febbraio 2012

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