Lacrime silenziose per l’addio al piccolo Mattia

GONZAGA «Umanità e discrezione». È così che papà Luca e mamma Annarita hanno affrontato il dolore per la perdita del loro unico figlioletto di appena 7 mesi, spentosi all'ospedale di Padova, per una...

    GONZAGA

    «Umanità e discrezione». È così che papà Luca e mamma Annarita hanno affrontato il dolore per la perdita del loro unico figlioletto di appena 7 mesi, spentosi all'ospedale di Padova, per una rara forma di tumore al fegato.

    Ieri pomeriggio, nella chiesa parrocchiale di Gonzaga, dedicata a San Benedetto Abate, si sono svolti i funerali di Mattia Magistrelli che il papà Luca, nei 40 giorni trascorsi con la moglie Annarita Signorelli, accanto al piccolo, ha definito «guerriero angioletto».

    Si, perché nonostante la sofferenza, le terapie, alla vista di mamma e papà che non l'hanno mai lasciato un istante, Mattia riusciva a regalare loro un piccolo sorriso. Un'immagine che porteranno per sempre nel loro cuore.

    Un bel bambino, nato da una coppia che lo ha desiderato tantissimo e che l’ha visto andarsene in quaranta giorni. I medici dell'ospedale di Padova, centro specializzato nella cura dei tumori infantili, hanno detto ai genitori di aver contato tre casi simili in dieci anni.

    Tutto è cominciato con uno strano bozzo, una protuberanza scoperta poco più di un mese fa, il 5 gennaio, sul pancino di Mattia, spostato però sul lato sinistro, opposto al fegato. I genitori hanno portato il piccolo dal pediatra, sono seguiti gli esami diagnostici di routine. E poi è arrivata la sentenza: il tumore era già esteso a tutti gli organi interni. Non sono servite le terapie, non è servita la professionalità dei medici, né l’amore della famiglia. Se lo sono visti scivolare via e sono rimasti soli.

    I genitori hanno chiesto di non inviare fiori ma fare eventuali donazioni all'Airc, l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro.

    La messa è stata celebrata da don Albino Menegazzo e don Lorenzo Lorenzini, rispettivamente parroco di San Benedetto Po, dove abitano i genitori e parroco di Gonzaga, dove è nata mamma Annarita. Attorno a quella piccola bara bianca posta davanti all'altare si sono ritrovate due comunità: due paesi in lutto, San Benedetto Po e Gonzaga che si sono stretti a quella famiglia straziata dal dolore. Durante l'omelia di don Albino, nella quale ha ricordato il calvario del piccolo Mattia, il giorno del battesimo pochi giorni prima che il piccolo raggiungesse la Casa del Padre, papà Luca e mamma Annarita, annuendo al pensiero di quei momenti, con le lacrime agli occhi, si sono tenuti stretti per mano.

    Presenti anche tutti gli atleti, dirigenti ed accompagnatori della società sportiva Real Gonzaga dove Luca Magistrelli collabora come allenatore di una squadra di calcio a 5.

    La voce possente di don Albino chiedeva di «pregare forte» ma dato il clima di grande commozione che regnava in chiesa, non è stato facile per nessuno, neppure per la preghiera del “Padre Nostro”.

    E all'uscita dalla chiesa, per l'ultimo viaggio verso il cimitero, tutti gli occhi delle persone poste ai lati del sagrato erano puntati su quel candido cofanetto dov'era custodita la salma del piccolo Mattia. Addio «guerriero angioletto».(m.p.)

    18 febbraio 2012

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