L’assessore regionale Raffaele Cattaneo replica a un commento del nostro giornale su Regione e treni
di Raffaele Cattaneo
Caro Direttore, le confesso che stamattina sono rimasto basito quando ho letto l'editoriale del suo giornale firmato da Enrico Comaschi. Sì, proprio quello che mi attribuisce, in compagnia dell'assessore provinciale Freddi, l'epiteto di "marziano", modo garbato per dire sinteticamente, come si precisa nelle righe seguenti, tutte queste virtù: superficiale, incapace, incompetente assolutamente disinteressato del risultato finale e della buona amministrazione.
E no, caro direttore, questo proprio No! Vede, sono noto per avere tanti difetti: un carattere duro, un certo ego debordante, ecc. La lista è lunga. Ma mai, dico mai, nessuno ha annoverato tra i miei difetti l'incompetenza e il disinteresse per i temi oggetto della mia delega! Nessuno di quelli che mi conoscono, amici o avversari! E a questo io tengo molto perché il lavoro quotidiano instancabile e teso al risultato con il coltello fra i denti è il mio modo di declinare il bene comune.
Dunque la Gazzetta di Mantova vanta un primato. E mi sono chiesto in forza di quali considerazioni. Certamente, mi son detto, devono essere approfondite, competenti, capaci. Devono venire da qualcuno a cui davvero, molto più che a me, "importi il risultato finale, quello della buona amministrazione". Perciò ho provato ad approfondire le competenze in questo campo di Enrico Comaschi e ho scoperto che si tratta del caposervizio che nel suo giornale si occupa di spettacolo, che affianca alla professione di giornalista quella di suonatore. Un "esperto" che in passato solo una volta ha scritto di trasporti sulla Gazzetta. Un pezzo di due anni fa (18.1.2010), sulla stazione, che cominciava così: "chiudete gli occhi. Immaginate di entrare in un cinema…".
Allora ho capito. Qui non si tratta di buona amministrazione. Si tratta di buttarla in commedia! Non è il funzionamento dei trasporti che interessa, ma la denigrazione con mezzi da avanspettacolo dell'interlocutore. Può darsi che un giornale appartenente al gruppo editoriale Repubblica - L'Espresso annoveri tra i suoi obiettivi anche quello di sbeffeggiare un amministratore del Pdl. Ma se vuole essere un giornale serio ha il dovere di dichiararlo e deve fare la fatica di accertare la realtà che descrive. E lo deve fare con il coltello fra i denti.
Allora veniamo ai fatti: mettere i treni Vivalto sulla linea Milano Mantova non è stato affatto un "esperimento andato male" ma una decisione presa su richiesta esplicita dei pendolari mantovani, condivisa dagli enti locali, in una riunione del 13 maggio 2011 Una riunione in cui, come in tante altre occasioni - ben 14 negli ultimi anni - abbiamo portato al tavolo proposte approfondite e tecnicamente solide, le migliori possibili nelle condizioni di risorse scarse e di vincoli oggettivi nelle quali ci troviamo. Altro che superficialità. E' stato il frutto di un confronto in cui la posizione della Regione e di Trenord, come nel caso del cambio orario, ha manifestato valutazioni di ordine tecnico non sempre convergenti con le richieste del territorio. Alcuni ricorderanno anche questo episodio: Regione e Trenord volevano eliminare alcune fermate per massimizzare la regolarità del servizio. Il territorio no. Abbiamo reintrodotte quelle condivise dai più.
L'assessore Cattaneo ha scelto una linea politica chiara: noi facciamo le proposte, illustriamo le ragioni tecniche a sostegno delle nostre preferenze, ma alla fine diamo al territorio quello che preferisce. Io non impongo la mia idea dall'alto. Non è la mia cultura. Preferisco costruire il bene comune dal basso. Ho usato spesso questo esempio: è come in pizzeria; io propongo la pizza margherita, spiego perché è la più buona, ma se i clienti mi chiedono quella con i wuster e le patatine gliela faccio. E i miei clienti sono i pendolari, i cittadini e i loro rappresentanti.
Comaschi, con sottile ragionamento, dice da vero esperto: "ai viaggiatori non piacciono i treni che non partono o arrivano in ritardo o non arrivano affatto. Il resto sono chiacchiere". Ma va! Forse qualcuno crede davvero che l'assessore non lo sappia? Non sarebbe meglio però prendersi la briga di andare a vedere i dati, i numeri, le statistiche su quanti treni arrivano in ritardo o non partono? Ieri lo abbiamo fatto in Commissione. I dati dicono chiaramente che il servizio nel complesso ha performance migliori del passato, anche su questa linea, che pure rimane una delle più critiche. Che le soppressioni sono diminuite del 25% all'anno (da 263 a 198 in un anno) come i ritardi: i treni arrivati entro i 5 minuti nell'ora di punta sono passati dal 75.92% all'83.09%, con un aumento dell'offerta dei treni/km del 20%.
Certo, sono dati aggregati e mai ho sostenuto che tutto vada bene. Molti sono ancora gli episodi critici. Troppi. Ma chi è veramente superficiale? E' più competente scrivere sapendo che il biglietto copre solo circa un terzo del costo effettivo o dire "chi paga ha tutti i diritti e li esige subito"?
Governare, amministrare la cosa pubblica è più difficile che scrivere qualche riga indignata. E chi si assume questo compito in tempi così difficili meriterebbe più rispetto. Vale per me, per Giulio Freddi e per tutti gli amministratori di ogni colore.
Sputare fiele può raccogliere il facile applauso, ma lascia tutti i problemi irrisolti. Io preferisco stare dalla parte di chi prova a risolverli con realismo e determinazione. E per continuare a farlo sono pronto a ricevere altre acrimoniose malevolenze. Ma non a tacere!
Con viva cordialità
Raffaele Cattaneo
Assessore regionale ai trasporti
* A volte a tacere si farebbe più bella figura, ma pazienza, assessore. Il tono e gli argomenti della sua replica basterebbero da soli, però vorrei consigliarle di allenare meglio il suo Kgb: magari avrebbe scoperto non solo di cosa è appassionato il collega (suonare uno strumento nel tempo libero è diventato peccato nella celeste Lombardia?), ma anche che egli è stato per oltre 10 anni il responsabile delle pagine di Cronaca di questo giornale. E quindi di treni sulla Mantova-Milano si è occupato professionalmente in dosi più che massicce.
Anche se per farsi un’idea di come vanno e come sono ridotti, basta prenderne uno, in un giorno qualsiasi: come il collega ha fatto più volte, come fanno centinaia di pendolari che da anni attendono risposte concrete, la garanzia di un servizio e non una statistica sulle soppressioni delle corse… Sono diminuite? Lei è soddisfatto di questa performance? Non ha mai provato a mettersi nei panni di un viaggiatore che ascolta queste risposte e a immaginare l’effetto che fanno? Verrebbe da dirle “vada avanti così” che a noi vien da ridere, ma purtroppo a piedi ci restiamo noi, ogni giorno: non lei. Siamo d’accordo, governare è mestiere più difficile che scrivere articoli o sfornare margherite, ma non lo ordina il medico. E comunque si è giudicati dai risultati del proprio lavoro: noi giornalisti come i pizzaioli, come i governanti. P.s.: wuster forse si scrive würstel. (eg)