MANTOVA «Rivogliamo i finanziamenti al più presto». Un appello corale quello che si è levato ieri a Parma dal tavolo interistituzionale per il corridoio Tirreno-Brennero, a cui partecipano anche il...
MANTOVA
«Rivogliamo i finanziamenti al più presto». Un appello corale quello che si è levato ieri a Parma dal tavolo interistituzionale per il corridoio Tirreno-Brennero, a cui partecipano anche il Ministero dei trasporti, le Regioni, le Province e i comuni interessati dal progetto, oltre ai parlamentari rappresentanti dei territori. Per Mantova erano presenti il presidente della Provincia Alessandro Pastacci e l’onorevole del Carroccio Gianni Fava. Il punto principale del tavolo era il raddoppio ferroviario della Pontremolese, dopo che il Cipe ha bloccato le risorse per la realizzazione del collegamento tra Parma e Vicofertile. «Il Tibre ferroviario è importante anche per il territorio mantovano – dice Pastacci – perché si collega alla linea che passa da Suzzara e Poggio Rusco verso Bologna. Sarebbe un valore aggiunto per i nostri passeggeri di quel bacino».
Preoccupazione è stata espressa anche per le sorti del Tibre autostradale per cui Autocisa ha terminato i soldi.
Il finanziamento che era arrivato dallo Stato è servito a realizzare soltanto il tratto da Parma a Trecasali, con la spesa di 500 milioni di euro. Il resto? Per ora è il vuoto. Occorrono altri soldi per terminare il tratto almeno fino a Bozzolo «Il tratto di Trecasali è legato all’interconnessione con la prospettiva della Mantova–Cremona» precisa Pastacci. «Tempi biblici» aggiunge Gianni Fava, quelli previsti per il collegamento fino a Nogarole Rocca, tratto sempre con la firma di Autocisa. «Servirebbero un miliardo e 700 milioni di euro». L’idea è che lo Stato intervenga con un altro finanziamento in tempi rapidi.
«Auspico che Pastacci, avendo aperto di fatto l'ipotesi Tibre, riveda la sua posizione sulla Mantova Cremona e si renda conto che se in 50 anni non siamo riusciti a realizzare un'autostrada coi tempi che corrono non riusciremo di certo a farne due» commenta Fava.
Il rischio è che il mancato finanziamento si ripercuota sull’intero progetto, «vanificando gli investimenti fatti fino ad oggi – come ha sottolineato l’assessore regionale ai trasporti Alfredo Peri – e bloccando la realizzazione di un nodo cruciale del corridoio di Parma che collega direttamente la Pontremolese alla direttrice Mantova-Verona-Brennero».
Le conclusioni dell’incontro di ieri sono state riassunte in un documento che verrà inviato in tempi strettissimi al Ministero dei trasporti.