Altolà del Pd: l’Opg resti pubblico

Castiglione, la delegazione regionale: è una struttura d’eccellenza, non va chiusa ma salvaguardata

    di Francesco Romani

    CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

    No alla chiusura dell’Opg. Ma «no anche all’idea di esternalizzarne i servizi o peggio ancora privatizzarli». Il Pd regionale fa sentire la sua voce direttamente a Castiglione con un “blitz” di tre consiglieri «per capire di persona la realtà di questa struttura» e anche per mettere un paletto a difesa dell’«operato d’eccellenza della struttura e dei suoi dipendenti».

    Il punto di partenza è il decreto legge “svuotacarceri”, votato da Pdl e Pd che stabilisce il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari entro il prossimo marzo, sostituiti da piccole comunità (20 pazienti) gestite in condizioni di sicurezza e sorveglianza. La Regione Lombardia, che ha recentemente istituito una commissione speciale sull’emergenza carceraria, varerà un piano d’azione chiedendo al governo ulteriori risorse per il reinserimento dei detenuti nella società e gli interventi edilizi. In questo contesto va letta la visita condotta dal mantovano Giovanni Pavesi con i colleghi Gian Anton io Girelli, di Salò, e il milanese Fabio Pizzul (figlio del celebre telecronista). «In sede nazionale il Pd ha dato l’ok alla chiusura – ha detto Pizzul –. Ma qui abbiamo toccato con mano una realtà diversa dalle altre. C’è un patrimonio di competenze che non deve andare disperso. Castiglione può essere modello per la riforma». Un concetto ribadito anche da Girelli: «Castiglione è diversa dagli altri Opg e da qui deve partire l’esempio per le altre strutture». Per Pavesi «il rischio ora è evitare l’esternalizzazione o la privatizzazione. La struttura deve rimanere pubblica».

    Affrontato anche il vero problema dell’Opg castiglionese, il sovraffollamento con 312 pazienti, oggi, contro i circa 200 autorizzati. «Noi siamo già struttura sanitaria e non carceraria – ha detto il direttore della struttura Antonino Calogero –. Il problema è che al momento mancano fondi certi e tempi adeguati per la trasformazione chiesta dalla legge svuotacarceri. Inoltre occorre creare strutture d’accoglienza, ma anche percorsi di cura e riabilitazione».

    Un tema rilanciato anche dal responsabile area comunità dell’Opg, il dottor Gianfranco Rivellini: «I nostri dipendenti ed i pazienti sono già in carico alla Regione e al sistema sanitario nazionale. Qui a Castiglione un finanziamento ad hoc ci permetterebbe di ristrutturare internamente la struttura per trasformarla in piccole comunità, per un totale di 100, 120 pazienti come prevede la nuova legge. Ma serve coinvolgere e responsabilizzare le Asl di provenienza dei degenti in cura».

    19 febbraio 2012

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