Ghirardini stravince la sfida È il nuovo coordinatore

Battuto di gran lunga Sogliani. I vertici regionali del partito lanciano le primarie per i sindaci La Gelmini: se il Carroccio ci abbandonasse il suo elettorato lombardo gliela farebbe pagare

    di Sandro Mortari

     

    Tutto come previsto. Marco Ghirardini, primario ospedaliero, è il nuovo coordinatore provinciale del Pdl, eletto dalla base. Ha battuto con largo margine il suo rivale Gilberto Sogliani, amministratore delegato di una società di consulenza, e ha conquistato la stragrande maggioranza all’interno del nuovo coordinamento provinciale. Ghirardini ha totalizzato 1.496 voti (80,73%), mentre Sogliani 357 (19,27%), 3 le schede bianche, 10 quelle nulle; 1.866 i votanti su 4.442 aventi diritto: 42,03% l’affluenza, record per i congressi celebrati in Lombardia. Il risultato è arrivato a tarda sera, dopo che le urne, aperte alle 11 erano state chiuse alle 21. Nonostante l’esito del voto, le dichiarazioni dei due contendenti sono improntate alla massima collaborazione, nel segno dell’unità. «Quello che abbiamo fatto - aveva detto in precedenza Bavutti, neo vice coordinatore, parlando della lista a sostegno di Ghirardini - è il tentativo riuscito di superare le divisioni degli ultimi anni». Poco prima delle 22 arriva la conferma dei risultati. «Un grande congresso - ha commentato Ghirardini - che dimostra la vitalità del partito radicato nel territorio. Un risultato incoraggiante per il futuro lavoro che dovremo fare». Soddisfatto anche Sogliani: «Le quattro correnti si equivalgono visto che hanno perso quattro seggi ciascuna; anche la mia, la quinta, ne ha presi sei. E grazie alla mia lista l’affluenza è stata alta».

    Gli eletti. La lista Ghirardini ha preso tutti i 15 posti della lista: con lui e il suo vice Bavutti vengono eletti Alessandro Beduschi, Annalisa Baroni, Sergio Benatti, Roberto Cheli, Giacomo Coppi, Marco Germiniasi, Stefano Gialdi, Emma Malavasi, Cristian Manfredi, Anita Marchetti, Valeria Negrisolo, Franco Nodari, Cinzia Penna, Marco Tedoldi, Alessandro Zambello. Sogliani porta a casa con il suo vice Stefano Ottoni anche Umberto Saccardi, Giovanni Bladelli, Claudio Gazzoni e Aldo Trapasso. Con il sistema delle preferenze ne sono stati assegnati altri 9: Francesco Aporti 225 voti, Alessandro Ziviani 139, Giacomino Milani 115, Marco Benvenuti 91, Andrea Gorgati 90, Stefano Spallanzani 87, Franco Perini 75, Luca Talarico 65. Tutti riferibili alla lista Ghirardini.

    La legittimazione. Il più bel riconoscimento i militanti l’hanno ricevuto dai loro avversari: «Non siete più un partito di plastica» hanno detto i segretari provinciali di Pd, Fontana e Udc, Bottani nei loro interventi di buon lavoro ai congressisti del Pdl, impegnati ieri, nel palasport di Virgilio, nelle prime assise provinciali da cui è scaturita la nuova dirigenza. Ed era la legittimazione che si aspettavano i due candidati, Gilberto Sogliani e Marco Ghirardini e il coordinatore uscente Carlo Maccari per sottolineare il nuovo corso a cui si apre il partito. Alla faccia di chi, come la Lega, che ha disertato i lavori, continua a sostenere che si è trattato dell’ennesimo congresso finto.

    Alleato principale. «Basta insulti» è stata la risposta unanime del Pdl che, tuttavia, ritiene ancora il Carroccio l’alleato principe in vista delle prossime elezioni amministrative. Anche se questo non deve impedire al Pdl di allargare i suoi orizzonti. A tenere a battesimo il nuovo partito di carne, fatto di uomini e donne, con i «capi storici - ha insistito Maccari - che per la prima volta si trovano fuori dalla lista e dal listino» per lasciar spazio a facce nuove, il coordinatore regionale Mauro Mantovani, il vice presidente del gruppo alla Camera Massimo Corsaro e Mariastella Gelmini, ex ministro all’istruzione e responsabile nazionale per le elezioni amministrative.

    Ok alle primarie. Mantovani parla dopo che Maccari aveva richiamato all’ordine una platea troppo rumorosa e distratta dall’apertura dei seggi per le votazioni. Subito annuncia di aver incaricato Corsaro di redigere «il codice etico per fare del Pdl il partito della buona politica e della buona spesa pubblica» e di essere pronto a ricandidarsi alla guida del partito lombardo. Anche per le prossime elezioni amministrative ha un annuncio a sorpresa: «Se non si troverà l’accordo su un candidato sindaco unico faremo le primarie anche nel Mantovano». Parlando di tessere, garantisce che «in Lombardia non ce ne sono di false; anzi, il nostro modello andrebbe esportato». Quindi, il rapporto con la Lega: «La Lega con noi continuerà a governare le città, senza di noi soccomberà. E penso che non sia interesse di nessuno consegnare il governo alla sinistra. A Mantova - ha concluso alludendo alla giunta Sodano - non possiamo permetterci di tornare indietro». Sul tormentato rapporto con la Lega si sofferma anche la Gelmini.

    Il richiamo. «Le prossime elezioni amministrative - osserva - saranno un passaggio difficile perché si naviga in mare aperto. L’appoggio al Governo Monti ci è costato perché ha messo a repentaglio il rapporto con la Lega. Dobbiamo rafforzare il Pdl per vincere, anche se non a tutti i costi; ma sarà possibile richiamando la Lega al senso di responsabilità. Non posso pensare che la Lega si assuma la grave responsabilità di consegnare i Comuni del nord alla sinistra. Se lo facesse, il suo elettorato le farebbe pagare questa scelta». E allora, «dobbiamo creare un’alleanza ampia e mi auguro che l’Udc e il terzo polo anche qui scelgano di venire con noi. Dobbiamo anche aprirci alle liste civiche e alle associazioni perché vogliamo diventare il punto di riferimento dei moderati». Corsaro sposta il tiro sul Governo Monti, sul quale la sua posizione non è mai stata tenera. «Monti - afferma - sta portando avanti un’azione caratterizzata da uno strabismo che colpisce le classi di riferimento del centrodestra».

    Peccati mortali. Riferendosi al nuovo partito che sta nascendo dà consigli alla base: «Dobbiamo evitare alcuni peccati mortali: tesserare i morti, difendere il cretino perché è un amico, favorire le carriere fulminanti, mettere in lista chi è chiacchierato, anteporre l’interesse personale a quello generale, dar spazio a chi dice che il Pdl è ormai superato». E va bene collaborare a Roma con la sinistra per la riforma elettorale che «ci porterà alla preferenza unica, ma senza venir meno al diritto dei cittadini di sapere prima chi li governerà e con quale coalizione». E agli alleati lancia un messaggio: «Non abdicheremo alla leadership del centrodestra e per governare non siamo disposti a vendere l’anima al diavolo».

    19 febbraio 2012

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