Quingentole, l’impianto costruito nel 2010 era stato messo subito fuori gioco Le potature classificate come biomassa. Manicardi: un risparmio per i Comuni
QUINGENTOLE
Buone notizie per la piazzola provinciale di raccolta degli sfalci verdi, che dal 2010 , a pochi mesi dalla sua inaugurazione, era stata resa inutilizzabile da una modifica legislativa sulla classificazione delle biomasse. Giovedì la Camera ha approvato una modifica al Testo unico ambientale che permette di utilizzare ramaglie e potature del verde pubblico per alimentare gli impianti di produzione energia. Secondo la precedente classificazione, infatti, si trattava di “rifiuti”, il cui smaltimento era quindi diventato un onere per i Comuni. Con la nuova normativa, invece, i Comuni diventeranno “produttori” di biomassa, ricevendo un compenso per il materiale energetico prodotto.
La normativa era stata più volte modificata, addirittura 4 volte nel corso di un quinquennio. Questo per la forte competizione fra le lobbies degli utilizzatori di biomasse legnose e quelli di biogas “agricolo” che si contendevano il mercato degli sfalci e delle potature dei giardini pubblici.
Ora l’approvazione da parte della Camera della modifica (tre soli articoli di un disegno di legge) sarà presa e trasformata in emendamento al decreto legge del governo sul recupero e smaltimento dei rifiuti in esame al Senato e che deve essere converito in legge entro il 25 marzo. Se questo meccanismo funzionerà, le modifiche diventeranno definitive. L’iter è stato “bipartisan” in quanto avviato dall’onorevole Manuela Lanzarin della lega e proseguito con il sostegno dell’onorevole Alessandro Bratti (Pd). del caso si era anche occupato l’onorevole Marco Carra (Pd) mentre il sindaco di Quingentole Alberto Manicardi e il presidente della Provincia Alessandro Pastacci, con l’assessore all’Ambiente Alberto Grandi, giusto mercoledì avevano interessato la Regione.
«Dopo due anni di battaglie, finalmente il buon senso ha prevalso – spiega lo stesso Manicardi –. Questo decreto ci permetterà di riavviare a pieno ritmo la piazzola di Quingentole e fare risparmiare ai comuni centinaia di migliaia di euro che permetteranno in parte, in questa congiuntura particolare, di alleggerire il peso fiscale sulle nostre comunità. Per due anni incessantemente abbiamo provato tutte le strade per fare capire alla commissione ambiente l'importanza di modificare il decreto del 2010. Finalmente si potrà riattivare una strategia che permetterà il recupero di materiale che fino ad oggi ci costava 4,4 euro al quintale smaltendolo come rifiuto e domani ci permetterà di introitare almeno 3 euro al quintale come carburante energetico.Un grazie a tutti quelli che hanno fatto il possibile per arrivare qui».