Commessaggio, Sanfelici contrario alla ipotesi di formare una pluriclasse «Perché i bimbi di Breda non vengono qui? Andrò a parlarne col provveditore»
COMMESSAGGIO
«L’Istituto comprensivo abbraccia tre sedi municipali: perché solo Commessaggio deve risultare penalizzato?». Il sindaco Andrea Sanfelici solleva il problema “scuole elementari”, visto che per il prossimo anno scolastico la classe prima sembra destinata a non partire. «Martedì – assicura il primo cittadino – ne parlerò col provveditore». Per l’anno 2012-’13, sono iscritti alla primaria di Commessaggio dieci bambini, pochi per formare una prima. Pare a questo punto probabile - «Una minaccia», secondo diversi genitori - che verrà formata una pluriclasse assieme ai diciannove alunni della futura seconda. «Tutti i bambini di Breda Cisoni – nota intanto Sanfelici – magicamente sono stati iscritti alla primaria di Sabbioneta, che così avrà i trentuno alunni necessari per formare due classi prime».
In tale scenario, dei tre Comuni capoluogo che fanno riferimento all’Istituto comprensivo - Sabbioneta, Gazzuolo e Commessaggio – quest’ultimo sarà l’unico senza la prima. «E ci si propone addirittura di fare tre classi a Breda e due a Commessaggio: sarebbe per noi un passo verso la chiusura; mentre evidentemente la battaglia per tutelare la prima a Breda non è servita a nulla». Secondo Sanfelici, «Commessaggio subisce una dinamica miope del Comprensivo, che non sembra riconoscere una risorsa nel nostro plesso. Mi amareggia poi il fatto che, nonostante abbia sempre cercato il dialogo e la collaborazione col territorio, ora l’amministrazione comunale di Commessaggio si veda scavalcata da ragionamenti che evidentemente non hanno preso in considerazione le sue ragioni».
Anche perché, secondo Sanfelici, le famiglie di Breda (che è assai più vicina a Commessaggio che a Sabbioneta) potevano essere convinte a fare una scelta diversa: «Noi eravamo sicuramente disponibili a fare la nostra parte, ad esempio andando a prendere i bambini con lo scuolabus». Il sindaco però è convinto che vi siano ancora spazi di manovra per rimediare e distribuire diversamente le iscrizioni. «Vogliamo fare tutto il possibile per salvare la nostra primaria. Abbiamo famiglie giovani, i bambini ci sono: non possiamo tollerare che la scuola chiuda; che, in prospettiva, bimbi di sei anni debbano svegliarsi alle sei del mattino per andare a scuola». Tra l’altro, Commessaggio sostiene il plesso anche economicamente: «Ci accolliamo i costi di gestione dell’edificio, abbiamo acquisito finanziamenti per i pannelli fotovoltaici e le pompe di calore, sperimentiamo un progetto innovativo per l’attività motoria. Senza contare che le insegnanti sono stabili, e il numero di 75 bambini ottimale».
Riccardo Negri