Fuga di monossido in un’abitazione di Castel Goffredo In ospedale anche la guardia medica che li ha soccorsi
Cinque persone, tra cui anche una guardia medica, sono rimaste intossicate dal monossido di carbonio, sprigionatosi per il malfunzionamento di una stufa a legna.
Due di loro, marito e moglie, avevano nel sangue concentrazioni al limite della sopravvivenza. Sono state trasferite a Villafranca per essere sottoposte a una seduta in camera iperbarica. I vigili del fuoco, nella loro abitazione, hanno rilevato una presenza del veleno di quaranta parti su milione. Per morire è sufficiente una sola parte per milione, respirata per una giornata intera.
L’incidente è accaduto ieri mattina in una casa di via della Pace a Castel Goffredo, abitata da una famiglia senegalese.
L’allarme scatta attorno alle sette quando la moglie del capofamiglia, che fino a quel momento ha dormito sul divano, riapre gli occhi con un forte mal di testa, associato a nausea.
Sveglia anche gli altri della famiglia, il marito e due amici ospiti. Anche loro lamentano gli stessi malesseri. La donna chiama la guardia medica che a sua volta allerta il 118.
I professionisti del soccorso si rendono conto che i malori sono causati dal monossido, aprono porte e finestre e fanno intervenire i vigili del fuoco. In effetti la concentrazione di monossido è molto alta, al punto da intossicare anche la guardia medica, intervenuta in soccorso.
Tutti vengono accompagnati all’ospedale San Pellegrino di Castiglione. Marito e moglie finiscono anche in camera iperbarica a Villafranca. A causare l’intossicazione il malfunzionamento di una stufa a legna, accesa al posto del riscaldamento. Ovviamente per risparmiare. Entro oggi, comunque, anche i due coniugi dovrebbero essere dimessi.
I vigili del fuoco, prima di andarsene, hanno dovuto mettere in sicurezza l’intera abitazione.(go)