Reazioni esplosive all’apertura del sindaco a nuove alleanze in consiglio Il vice Tommasini: «Deve chiarire subito». Fava e Bottari: «Usciamo dalla giunta»
Nuova tempesta in arrivo sulla maggioranza in Comune. Nemmeno il tempo di celebrare la fine di una crisi durata più di cinquanta giorni ed ecco che i rapporti tra Lega e sindaco pidiellino subiscono un nuovo e pesante colpo. A far partire la botta è lo stesso Nicola Sodano dal pulpito del congresso provinciale di partito con il suo attacco ai lumbard e l’esplicito riferimento alla ricerca di altre alleanze. Nella Lega il suo intervento ha avuto l’effetto di uno zolfanello gettato in una tanica di benzina. Tanto da far riapparire l’ombra di una nuova e più pesante crisi politica in via Roma.
Persino una colomba, quale il vice sindaco Germano Tommasini, esterna il suo disappunto. «Le dichiarazioni del sindaco – dice – lasciano perplessi. A fronte di una verifica appena conclusa e in considerazione delle dichiarazioni dello stesso nell'ultimo consiglio nelle quali ha ribadito che altra maggioranza non può esistere se non quella espressa nelle elezioni, oggi scopriamo che sta verificando altre maggioranze». Aggiunge il vice sindaco: «Posso comprendere che in un congresso di partito si possano alzare i toni, ma ben altra cosa è prospettare la fine dell'esperienza amministrativa. Il sindaco chiarisca».
Il più duro è Gianni Fava, anche se il parlamentare non fa che confermare quanto aveva dichiarato in tempi non sospetti. «Continuo a non capire l’accanimento terapeutico con cui i miei colleghi in via Roma mantengono in vita l’amministrazione di Sodano – dice – tanto più che è lui stesso a parlare di strade che si dividono. Mi auguro che finisca una volta per tutte questa situazione. Non voglio fare il falco, dico che semplicemente dovremmo uscire da questa maggioranza e dare un appoggio esterno». Poi usa le armi pesanti: «Forse a Sodano, quando è in presenza di più di dieci pidiellini, viene a mancare l’ossigeno e sragiona». Anche Claudio Bottari, responsabile enti locali e consigliere comunale, avverte Sodano «e i suoi sodali che la pazienza della Lega è finita. E lo dice chi ha cercato di fare da cerniera . Le pesantissime dichiarazioni al congresso – e non capisco se sia più ingenuo o politicamente incapace e se sappia distinguere il suo vero ruolo tra i tanti che si è ritagliato – ci costringono a riflettere se sia ancora opportuno proseguire questa esperienza. Forse è ciò che vuole, avere le mani libere sulla città e inciuciare con il Pd, come trasuda Fontana. Fosse per me saremmo già usciti dalla giunta da un pezzo».
Il segretario Marco Prandini dice che la questione sarà discussa dal direttivo comunale (domani) e in quello provinciale. «Non ho ben capito se quella del sindaco è una spacconata congressuale o se nasconde qualcosa di più. Perché dopo 50 giorni per arrivare ad un accordo mi sembra stravagante che proprio il sindaco lo rimetta in discussione. Con questa boutade mette in dubbio tutto». E infine Luca de Marchi. Va giù duro, riprendendo poi la dichiarazione anche su Twitter: «Come si permette il sindaco di insultare gli elettori della Lega affermando di cercare nuovi alleati? Lo considero una palla al piede» . Se la prende anche con Ghirardini reo per de Marchi di aver «sempre difeso in consiglio zingari, poteri forti , immigrazione selvaggi e sprechi». All’orizzonte si profila anche una frizione diplomatica con i civici di Benedini. Non sono stati nemmeno invitati al congresso. Pare non siano stati giudicati una «forza politica».