Cadavere accanto ai binari Unica certezza: una donna

Il ritrovamento ieri pomeriggio da parte di una squadra di operai di Rfi Restano poco più che le ossa. Trovato il passaporto, indaga la Squadra mobile

    di Rossella Canadè

    Segni particolari: scarpe da jogging numero 37, un reggiseno, i resti di una borsetta, un passaporto illeggibile. È giallo sul ritrovamento di un cadavere lungo i binari della ferrovia sotto il ponte di San Michele in Bosco. È in avanzato stato di decomposizione, tanto che sotto i vestiti, un paio di jeans e un giacchettino leggero, restano solo le ossa.

    La Squadra Mobile, intervenuta ieri pomeriggio dopo la segnalazione della Polfer, è partita immediatamente con le indagini per risalire all’identità del cadavere. Sulle modalità della morte, invece, non ci sono dubbi: travolto da un treno. Dalle poche notizie filtrate attraverso il muro dei no comment degli inquirenti, sembra che si tratti di una donna, giovane e probabilmente di nazionalità brasiliana.

    Per tutto il pomeriggio i poliziotti hanno controllato le denunce di scomparsa della zona, passato al setaccio ogni segnalazione per provare a costruire un puzzle per ora molto sommario. Un incidente? Si è gettata volontariamente sotto il treno per togliersi la vita? Qualcuno l’ha spinta per ucciderla?

    Per il momento tutte le ipotesi sono aperte e non è escluso che gli agenti della Mobile siano riusciti ad identificarla e a mettersi alla ricerca dei parenti. Una traccia potrebbe averla suggerita il passaporto: sebbene logorato dall’acqua, che lo ha reso illeggibile, ha conservato nelle pagine interne i forellini del numero. Con quelli in mano, il nome non dovrebbe essere restato un mistero a lungo. Sempre secondo alcune indiscrezioni, sembra che in serata il cadavere sia stato identificato e che i poliziotti siano riusciti a rintracciare i parenti, tra cui il marito. Potrebbe essere proprio lui la chiave di volta per risolvere il mistero.

    A trovare lo scheletro sono stati ieri pomeriggio alcuni operai della Rfi che percorrevano il serpentone dei binari per ispezionare la linea. Hanno notato a terra, proprio accanto al ferro, una sagoma umana. Una giacca estiva e dei jeans che avvolgevano uno scheletro. Del corpo, infatti, sono rimaste solo le ossa, ancora molto bianche. La morte sembra risalire a diversi mesi fa, a giudicare dall’avanzato stato di decomposizione. I ferrovieri hanno dato immediatamente l’allarme alla Polfer che ha effettuato il primo sopralluogo e gli accertamenti. Dopodiché sono intervenuti i carabinieri di Marcaria e di Viadana e i poliziotti della Squadra Mobile di Mantova che hanno preso in carico l’indagine. Quel che resta della salma è stato portato alle camere mortuarie del Poma a disposizione del magistrato Maria Rosaria Micucci.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    21 febbraio 2012

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