Chiesa in difesa dell’aria Un altro no alle biomasse?

Lettera dell’Unione pastorale dopo il caso Felonica: «Proteggete l’ambiente» Gli anticentrale spronano la Provincia: cambi idea, qui è già troppo inquinato

    FELONICA

    Biomasse sì, biomasse no. Nell’attesa che si sbrogli l’intricata matassa relativa all’insediamento di una centrale a biomasse vicino alla stazione di Felonica, si fa sentire pure la la Chiesa si fa sentire. A tutti i cattolici del Basso mantovano, da Carbonara a Quatrelle, è stata distribuita una lettera aperta redatta dal consiglio dell’Unità Pastorale “La Rivera del Po”. Con la missiva il consiglio della chiesa si schiera a fianco dei cittadini felonichesi contrari all’insediamento e a tutela dell’ambiente. Riprendendo una frase di Papa Benedetto XVI, “se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”, i parroci e gli altri componenti del consiglio invitano tutti i «cristiani a non rimanere indifferenti a questi problemi che si fanno sempre più impellenti. Il nostro pensiero non si deve conformare alle normative esistenti, ma ai principi etici». «Proteggere l’ambiente – conclude la lettera aperta – è una sfida urgente da affrontare con rinnovato e corale impegno per consegnare alle nuove generazioni la prospettiva di un futuro migliore».

    Intanto la matassa, insomma, rimane intricata. La Provincia ha dato l’ok all’impianto al termine della conferenza di servizi; il Comune ha annunciato ricorso al Tar contro il via libera; parte della popolazione ha manifestato il proprio no con un corteo di tre domeniche fa (ci furono anche 40 trattori). I felonichesi anticentrale si stanno interrogando sugli effetti che la pubblica manifestazione ha prodotto in Provincia. Il Comitato “Salute e ambiente”, e il presidente Dino Zerbinati, sono interpellati da tanti cittadini per avere informazioni. Ma al momento c’è una fase di stallo, che Zerbinati interpreta come una possibilità di revisione da parte della Provincia del parere espresso nell’ultima conferenza di servizi. «Rimane vivo il confronto – dice Zerbinati – con altri associazioni e con autorevoli fonti d’informazione scientifica che rendono sempre più salda la nostra determinazione nel dire no all’insediamento».

    Il comitato fa riferimento alla direttiva europea 96/62 che all’art.1 fissa l’obiettivo di « mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove è buona, e migliorarla negli altri casi». Il territorio di Felonica, dice il Comitato, fa già parte “degli altri casi”: «La pianura padana è indicata come una delle quattro zone più inquinate al mondo. Ad esempio, per la centralina Arpa di Sermide il livello di polveri sottili Pm10 ha superato il livello massimo di legge per ben 17 giorni nei primi 25 giorni del 2012. La direttiva dichiara che per soli 35 giorni in un anno è ammissibile superare i limiti previsti. Il Comitato, inoltre, sottolinea che le centrali a biomasse inquinano molto di più rispetto a centrali di altro tipo». « Dovere di chi ci governa – conclude Zerbinati - è aiutarci a diminuire l’inquinamento, anziché a aumentarlo. La nostra salute è già a forte rischio».

    Amos Golinelli

    21 febbraio 2012

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