“Il mio ritorno in Ducale” Paolozzi Strozzi a Mantova

Pimo giorno per la nuova sovrintendente che lavorò in reggia già nel 1987

    di Cristina del Piano

    di Cristina del Piano

    Sulla scrivania un mazzo di tulipani arancio sfumati di rosso e già tante carte da esaminare per Giovanna Paolozzi Strozzi, nuova sovrintendente ai Beni artistici e storici per Mantova, Brescia e Cremona, ieri al suo primo giorno di lavoro. Dopo diversi anni una nomina di ruolo che, per il territorio e Palazzo Ducale, significa avere un titolare a tempo pieno (Filippo Trevisani lasciò alla fine del 2009 poi iniziarono gli incarichi ad interim). La sovrintendente arriva da Modena dove era funzionaria storica dell'arte. Stessa sede dell’uscente Stefano Casciu. Ma per Paolozzi Strozzi, 59 anni, nata a Cortona nell’Aretino e discendente della storica famiglia fiorentina degli Strozzi, quello di Mantova, più che un nuovo incarico rappresenta un felice ritorno. «Questa nomina è stata molto emozionante per me - conferma - proprio qui ho operato cinque anni come capo restauratore del laboratorio di Mantova, la mia prima esperienza di lavoro importante nello Stato. Sono entrata con un concorso nel 1987 e mi sento un po’ “sposata” a Mantova in questo senso».

    La sovrintendente è sorella di Beatrice Paolozzi Strozzi, direttore del museo nazionale del Bargello di Firenze che, tra l’altro, nel 2008 ha fatto parte del comitato scientifico della mostra che si tenne a palazzo Ducale dedicata a Pier Jacopo Alari Bonacolsi detto l'Antico.

    «Tutte e due - sorride- abbiamo preso questa strada».

    La sovrintendente si è già occupata di Mantova dunque. Che idea si è fatta del Ducale prima e dopo? «C'è stato un grandissimo miglioramento in questi vent'anni nei quale non sono stata qui - osserva - una ristrutturazione completa degli uffici, una gestione migliorata al massimo dei vari percorsi del museo, c’è una forza lavoro di funzionari molto in gamba e questo è importantissimo». Per Paolozzi Strozzi si dovrà anche lavorare per avere un coordinamento funzionale tra sovrintendenze.

    Dalla galleria Estense alla reggia dei Gonzaga. Stefano Casciu, all’epoca del suo insediamento, disse che passare idealmente da una corte dinastica all’altra rappresentava un’opportunità unica. Lei condivide questo pensiero? «La passione esiste perché vivendo tanti anni in mezzo a collezioni prestigiose c'è sempre anche un grande amore che porta a identificarsi un po' con la bellezza che ti sta intorno - sottolinea - Però direi che poi c'è anche il senso forte di responsabilità che uno si assume, di tutela e soprattutto di valorizzazione. Che sono i due punti cardine del nostro impegno. Ecco, io questo lo sento molto . Penso sia importante seguire le vicende del territorio, che è ricchissimo e meraviglioso, ed è sulle spalle dei funzionari che fanno veramente un lavoro egregio».

    In occasione della mostra al Diocesano dedicata a Vincenzo I Gonzaga la reggia apre l’appartamento ducale mostrando spazi non aperti al pubblico e per la sovrintendente questa è una strada da percorrere. «Compatibilmente con i miei collaboratori e le forze a disposizione - spiega - il mio desiderio è proprio quello di ampliare queste possibilità per i visitatori. Credo sia importante anche valorizzare attraverso incontri e conferenze - aggiunge - quello che fanno i funzionari sul territorio quotidianamente, un lavoro spesso poco pubblicizzato ma faticosissimo. E poi c’è il palazzo, una vera cittadella, dove lavorano tante competenze. Figure che poi, a vario titolo, portano all’eccellenza il museo stesso». La sovrintendente ha coordinato numerosi restauri e pubblicato saggi attinenti alla sua attività di conservazione.Un occhio in più per il palazzo Ducale... «Conosco abbastanza il palazzo anche perché per cinque anni l’ho girato bene - spiega - In quegli anni il laboratorio ha curato vari interventi, molta manutenzione per quanto riguarda la pinacoteca e qualche affresco come pure si provvedeva alla pulitura delle sculture. Ricordo anche, tra gli interventi esterni al palazzo, il restauro del munumento Strozzi nella basilica di Sant’Andrea». Qualche legame con questa famiglia storica di Mantova? «Probabilmente potrebbe esserci una lontanissima parentela».

    In tempi di tagli alla cultura il lavoro di tutela diventa sempre più difficile. In questo senso la nuova sovrintendente crede nella collaborazione che si può realizzare sia con i diversi sodalizi culturali del territorio che con i privati. «È importante collaborare in questo senso. In primis con realtà quali il Centro Te. Come pure il museo Diocesano, ma anche l’Archivio di Stato di Mantova: un’eccellenza che ha dato modo di portare avanti studi fondamentali - spiega -. Abbiamo così tanta ricchezza culturale che credo potremo realizzare progetti molto importanti. Casciu salutandomi mi ha detto che sarei andata in una sovrintendenza bellissima. Sfondava però una porta aperta perché lo sapevo già». Due aggettivi per definirsi? «Sono tenace e ho buona volontà... e in questo sono vicina ai mantovani».

    21 febbraio 2012

    Altri contenuti di Cronaca

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte

    PROMOZIONI

    Negozi

    ilmiolibro

     PUBBLICITÀ