Il sindaco replica alle accuse del Carroccio dopo il congresso provinciale del Pdl «Sono stati loro ad allontanarsi da noi. Se vogliono, avanti con l’attuale alleanza»
«Se si vuole continuare l’esperienza di governo in Comune, basta delegittimarmi». È l’accorato appello che il sindaco Nicola Sodano rivolge alla Lega nord all’indomani delle nuove avvisaglie di bufera comparse all’orizzonte della sua amministrazione. Al Carroccio non è piaciuto l’intervento del primo cittadino al congresso provinciale del Pdl con cui ha adombrato la possibilità di nuove alleanze in via Roma. Ieri Sodano ha precisato il suo pensiero: «La Lega non inverta il ragionamento. Siamo noi a prendere atto dell’allontanamento della Lega dal Pdl, non il contrario. E chi ha assistito ai lavori congressuali si è reso conto che vi è un’uniformità di pensiero a tutti i livelli dirigenziali». Sodano è tranquillo, non ce l’ha con la Lega e non cerca nuovi alleati, ma vuole parlare chiaro: «La verifica si è chiusa e non c’è spazio per altro, la maggioranza è questa come abbiamo sempre ribadito. Fino a quando Pdl, Lega e Benedini riusciranno a stare insieme si governa; appena uno si sfila si va a votare».
Però, «basta con gli insulti a me e al Pdl. Non può essere questo il modo per dare forza a questa giunta. La Lega è al governo della città e ha meriti per ciò che facciamo e demeriti per ciò che non riusciamo a fare: nella Lega ci sono due anime e sono grato che abbia prevalso quella che vuole continuare a governare il Comune». Un’altra cosa il sindaco vuole chiarire con gli alleati: «Non c’è Sodano ostaggio della Lega, siamo tutti ostaggio della responsabilità che abbiamo dopo il voto del 2010. Nel nostro congresso è emersa forte una domanda. Vogliamo riconsegnare il Comune al Pd? Se la risposta è affermativa - aggiunge quasi a mò di sfida - la Lega deve far cadere Sodano; se, invece, si vuole continuare bisogna rimboccarsi le maniche. E per farlo bisogna smettere di offendere il sindaco, di delegittimarlo». Resta aperta la ferita per la diserzione della Lega dalle assise provinciali e per i suoi strali contro di loro: «Tutto questo mi spiace molto - dice Sodano -. Con i pesanti apprezzamenti verso il nostro congresso ci hanno mancato di rispetto. Nei fatti, invece, si è dimostrato che il nostro non era un congresso farsa, ma un congresso a cui hanno partecipato più di 2mila persone e che si è concretizzato con un grande rinnovamento della classe dirigente del Pdl. Mi auguro che al nostro prossimo congresso cittadino la Lega partecipi, evitando di denigrarlo come ha fatto con quello provinciale».
E allora, come sono da interpretare le sue parole di apertura al centro e al centro sinistra pronunciate al congresso? «Prendiamo atto dell’allontanamento della Lega dal Pdl a livello nazionale, ribadito quotidianamente a livello locale dalle dichiarazioni di alcuni suoi esponenti. Io, come sindaco, invito caldamente la Lega a rispettare l’esperienza amministrativa in corso a Mantova. Per il futuro, i matrimoni si fanno in due. Se dovesse rimanere questa posizione della Lega, in futuro dovremo cercare altre strade. Il nostro partito dovrà aprirsi al centro e al centro sinistra. Al centro perché ci stiamo trasformando nella sezione italiana del Ppe, al centro sinistra perché dobbiamo prepararci a raccogliere i riformatori che non si riconoscono nel Pd, sempre più contenitore di sinistra».
I benediniani si sono lamentati per non essere stati inviati al congresso: «Con l’organizzazione non c’entro - dice Sodano -. Posso dire, però, che il format del congresso è uguale in tutt’Italia e l’input era quello di invitare solo i partiti nazionali; difatti, non c’era nessuna delle liste civiche che amministrano con noi. Stia sicuro Benedini che al prossimo congresso cittadino del Pdl sarà invitato». Squilla il cellulare; «chiamami più tardi» risponde Sodano: «Era il segretario della Lega Prandini - riferisce - mi ha chiamato per l’assemblea Ato. Come vede, non ho problemi con il Carroccio».